Dollaro USA: il dominio continua, ecco perché

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I dati sul mercato del lavoro di venerdì scorso hanno certificato la forza dell’economia americana e spinto il dollaro USA al rialzo. E Trump deve ancora entrare in carica. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newletter settimanale Weekly Note. (Clicca QUI per iscriverti).

 

Morto il dollaro, viva il dollaro. Ritornando all’inizio del 2024, uno dei grandi temi di cui si parlava sul mercato valutario era quello del processo di de-dollarizzazione con protagonista la Cina e altri importanti Paesi emergenti. Un anno dopo si scopre che il Dollar Index nel 2024 ha guadagnato il 7,1%, con il biglietto verde che ha vinto alla grande la sfida con la sterlina inglese (-1,7%), lo yuan cinese (-2,8%), l’euro (-6,2%), il franco svizzero (-7,3%) e lo yen giapponese (-10,3%). Il trend del 2024 potrebbe peraltro proseguire, questo almeno guardando ai fattori di politica monetaria e di geopolitica.

I recenti dati macro, tra cui spiccano quelli del mercato del lavoro usciti venerdì scorso, hanno confermato la solidità e il buono stato di salute dell’economia statunitense. In un contesto del genere, la Federal Reserve potrebbe decidere di non tagliare il costo del denaro né a fine gennaio né a marzo. Guardando i dati del FedWatch Tool si nota un forte repricing di questo scenario rispetto a un mese fa. Il 10 dicembre il 54,2% degli analisti si aspettava un taglio di 25 punti base a marzo, ora il 74% stima la conferma del costo del denaro nell’intervallo 4,25-4,5%.

Se indubbiamente la leva monetaria è tra le più importanti negli equilibri del mercato valutario, vi sono altri elementi politici che non vanno trascurati quando si parla di proiezioni del dollaro. Tra una settimana si insedierà alla Casa Bianca Donald Trump. Il magnate repubblicano, da quando ha vinto le presidenziali di novembre non ha perso occasione per ventilare l’ipotesi di imporre nuovi dazi commerciali nei confronti di Cina, Europa e di molti altri Paesi. Pur con il rischio di importare inflazione a causa del fatto che le materie prime sono espresse in dollari, molte Banche centrali potrebbero decidere di far apprezzare il biglietto verde per bilanciare gli effetti negativi dei dazi.

Immagine di Redazione

Redazione

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