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EUR/USD alla parità? Sì, ma solo a certe condizioni

EUR/USD alla parità? Sì, ma solo a certe condizioni

EUR/USD arriverà alla parità? Si dibatte molto in questo periodo tra analisti e operatori di mercato, con opinioni discordanti sia sull’eventuale discesa del cambio fino al livello che non si vede dai primi anni del millennio, sia riguardo agli effetti sul mercato e sull’economia. Attualmente il Fiber viaggia intorno a 1,05, ma il quadro tecnico è chiaramente improntato al ribasso.

In questi ultimi mesi sono molti i fattori che hanno giocato a favore del dollaro USA e contro l’euro. In primis la divergenza delle politiche monetarie della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea. La prima tutta votata a combattere l’inflazione con una serie di rialzi dei tassi d’interesse e la riduzione della quantità di denaro messo in circolazione. La seconda viceversa più cauta verso una svolta restrittiva e più attenta alle dinamiche della crescita economica del Continente. Tutto ciò determina una differenza sostanziale in termini di rendimento tra gli asset denominati in dollari e quelli espressi in euro, con gli investitori che si dirottano naturalmente verso i primi facendo aumentare le quotazioni del biglietto verde.

A questo si aggiunge il fatto che in questo momento la moneta americana rappresenta un rifugio sicuro per i trader il cui sentiment è reso cupo dalle preoccupazioni per la guerra Russia-Ucraina, l’aumento dell’inflazione e i vincoli alla catena di approvvigionamento che sta creando parecchi danni alle imprese.

 

EUR/USD: il percorso per arrivare alla parità

Per arrivare alla parità, l’EUR/USD richiede alcune condizioni. A giudizio di Sam Zief, responsabile globale della strategia FX presso JPMorgan Private Bank, è necessario che le aspettative di crescita dell’Europa rispetto agli Stati Uniti si abbassino, esattamente come è avvenuto dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina. Tutto ciò sarebbe possibile ma non in uno scenario base. Zief sostiene che quella è un’eventualità estrema e in questo momento la moneta unica è incredibilmente economica.

Stephen Gallo, responsabile europeo della strategia FX presso BMO Capital Markets, ha osservato che il dollaro USA ha già prezzato l’aggressività della Fed nei prossimi 2 anni, tradotta nel rialzo dei tassi d’interesse e nell’inasprimento quantitativo. D’altra parte, l’euro sta soffrendo l’evoluzione dei flussi della bilancia dei pagamenti e la prospettiva di ulteriori shock energetici per quanto riguarda l’approvvigionamento.

Tuttavia, affinché l’EUR/USD arrivi alla parità, aggiunge Gallo, è necessario che la BCE sia inerte riguardo i tassi d’interesse questa estate e che si verifichi un embargo tedesco completo sui combustibili fossili della Russia. Inoltre, la Fed potrebbe essere allarmata da una discesa del cambio fino alla parità e, nel caso si configurasse questo scenario, non è escluso che la Banca Centrale a stelle strisce metta in pausa o rallenti la sua politica di inasprimento.

Decisamente contrario all’ipotesi di parità è George Saravelos, co-responsabile globale della ricerca FX di Deutsche Bank, che ritiene sia vicino un punto di svolta. A suo avviso, l’Europa non sta per entrare in una recessione e i dati macroeconomici del Vecchio Continente saranno migliori di quelli americani. L’esperto afferma che il dollaro oggi sia la valuta più costosa del mondo e che l’indicatore di posizionamento della banca indica che le posizioni lunghe in dollari rispetto alle valute emergenti siano al picco dall’inizio della pandemia. Questo comporta che le quotazioni del biglietto verde siano troppo alte e l’EUR/USD tornerà a 1,10 nei prossimi mesi senza scendere verso la parità.

Anche Jonas Goltermann, economista senior dei mercati di Capital Economics, è convinto che il cambio tornerà a 1,10 nel 2023 ma, a differenza di Saravelos, pensa che entro la fine dell’anno ci sarà un rapporto alla pari. A quel punto l’economia della zona euro sarà rallentata e la Fed avrà raggiunto la fine del suo ciclo di inasprimento.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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