EUR/USD: boom di opzioni ribassiste, il mercato vede la parità

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L’EUR/USD ha iniziato il 2025 all’insegna delle vendite, con le quotazioni che sono scivolate oggi fino a 1,0225 prima di risalire. Si tratta del livello più basso da novembre 2022, quando l’Europa era in piena emergenza energetica a seguito dello scoppio della guerra Russia-Ucraina pochi mesi prima. Nell’ultima giornata di contrattazioni, gli operatori nel mercato delle opzioni hanno riversato una pioggia di miliardi sulla parità: 2,5 miliardi di dollari di opzioni put con strike price 1 o inferiore, secondo i dati del Depository Trust & Clearing Corporation.

L’interruzione, dopo 50 anni, del passaggio del gas russo attraverso l’Ucraina a partire dal 1° gennaio fa tremare l’Europa, in un momento in cui le scorte per l’inverno si stanno riducendo. Una nuova crisi energetica sarebbe molto pericolosa in quanto concomitante con la scarsa crescita economica nel Vecchio continente e con la minaccia dei dazi da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In questo contesto, la Banca centrale europea diventerà probabilmente più aggressiva nel taglio ai tassi di interesse, come ha lasciato intendere anche la governatrice Christine Lagarde nel suo messaggio di Capodanno.

Al contrario, la Federal Reserve ha annunciato, nell’ultima riunione di dicembre, che i tagli ai tassi saranno più misurati rispetto a quelle che erano le aspettative. Una posizione che verrebbe rafforzata se Trump dovesse imporre tariffe generalizzate che rischierebbero di innescare una risalita dell’inflazione. La divergenza di politica monetaria tra le due Banche centrali creerebbe l’ambiente ideale per un ulteriore indebolimento dell’EUR/USD.

 

EUR/USD: quanto bisognerà attendere per la parità?

Secondo molti investitori, il raggiungimento della parità dell’EUR/USD (o anche uno scivolamento al di sotto) è solo questione di tempo, visto il posizionamento di mercato dei trader sulle opzioni. “Oltre ai clienti che hanno spostato le operazioni al ribasso sull’euro in-the-money a tre-sei mesi, puntando a 0,97-1, abbiamo assistito all’avvio di nuove posizioni ad alta intensità di volatilità con scadenze simili”, ha detto Sagar Sambrani, senior FX options trader di Nomura London. Tuttavia, l’esperto ritiene che potrebbero esserci alcuni fondi alla ricerca di un rally nel breve termine sulla valuta comune. “Il mercato è interessato anche a inversioni di momentum a breve termine”, ha detto.

Da tempo, comunque, hedge fund e gestori patrimoniali hanno ridotto ogni approccio rialzista verso il “fiber“, puntando decisamente sulla forza del biglietto verde. “Una rottura della parità EUR/USD sembra probabile”, ha detto Derek Halpenny, responsabile della ricerca sui mercati globali per l’EMEA di MUFG. “I dazi e le aspettative di divergenza tra gli Stati Uniti e l’eurozona potrebbero alimentare ulteriori vendite di EUR/USD nelle prossime settimane”. Anche Mark Cranfield, strategist di Bloomberg, ha pochi dubbi, sulla base delle indicazioni che sta dando il mercato delle opzioni: “Il percorso dell’EUR/USD verso la violazione della parità sta diventando più chiaro, poiché il posizionamento di grandi operazioni in opzioni si aggiunge al momentum negativo del tasso spot”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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