Gas: l'Europa verso il razionamento? Ecco i provvedimenti - Borsa&Finanza
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Gas: l’Europa verso il razionamento? Ecco i provvedimenti

Prezzi gas alle stelle? Ecco come si sta muovendo l'Europa

L’ascesa inarrestabile del prezzo del gas, che in questi giorni ha sfondato quota 300 euro per kWh alla Borsa di Amsterdam, sta mettendo tutta l’Europa di fronte a una situazione drammatica. La Regione dipende dalla Russia per il 40% della fornitura totale del combustibile e l’eventualità che il Paese guidato da Vladimir Putin chiuda i rubinetti rischia di far precipitare le cose, soprattutto con l’arrivo delle stagioni più fredde.

In questi giorni i Paesi dell’Unione Europea stanno organizzando un meeting per affrontare il problema e decidere di concerto le misure da intraprendere negli scenari più avversi. Tuttavia, le soluzioni prospettate si prestano a una serie di dubbi e perplessità. Stabilire un tetto al prezzo del gas a livello europeo potrebbe non risolvere il problema, anzi sotto certi aspetti peggiorarlo. Se si va da Putin a dire che al posto di 300 euro il gas lo si paga alla metà, che risposta si pensa di ottenere? La probabilità maggiore è che la materia prima non venga venduta e il flusso seguirà un altro corso, con la conseguenza che l’Europa rischia di passare l’inverno al freddo o senza illuminazione.

Un razionamento dei consumi, che è l’altro tema ad arrivare sul tavolo delle trattative a Bruxelles, potrebbe servire per tamponare la situazione, ma quanto danno creerà soprattutto alle imprese che magari si troveranno ad arrestare la loro attività produttiva? Ciò nonostante, alcuni Paesi si stanno già muovendo in maniera solitaria per cercare di trovare una soluzione a una situazione molto difficile. Vediamo le mosse che stanno attuando i 4 principali Paesi dell’UE.

 

Germania

La Germania è forse il membro dell’UE più coinvolto, dal momento che dalle forniture del gasdotto Nord Stream, sospeso dal 31 agosto per manutenzione, arriva quasi la metà del suo approvvigionamento energetico. Il Cancelliere Olaf Scholz ha approvato alcuni provvedimenti questa settimana che mirano a ridurre del 20% il consumo del gas a partire da questo autunno. Tra questi, la riduzione di acqua calda nelle piscine pubbliche e private; l’abbassamento della temperatura minima a 19 gradi negli uffici; il divieto di illuminare esternamente la maggior parte di edifici e monumenti; l’incremento dell’efficienza energetica negli uffici pubblici e privati.

 

Francia

Grazie all’utilizzo dell’energia nucleare, la Francia soffre meno di altri Paesi, ma la situazione non può comunque essere presa sottogamba. Il Presidente Emmanuel Macron ha come obiettivo quello di abbassare il livello di energia nel 2024 del 10% rispetto al 2019. Per questo autunno sono state prese le seguenti iniziative: spegnimento delle insegne dei supermercati dopo la chiusura e riduzione delle temperature a 17 gradi all’interno degli stessi durante le ore di punta.

 

Italia

In Italia la situazione è particolarmente rovente perché alle porte vi sono le elezioni e i vari partiti politici si stanno lanciando in proposte varie al fine soprattutto di raccogliere consensi elettorali. La coalizione di centro-sinistra mira a un controllo dei prezzi dell’elettricità che il centro-destra non approva, preferendo una decisione a livello europeo. Alla fine in ogni caso L’Italia sarà obbligata a mettere in piedi un piano di razionamento che, secondo le previsioni, potrebbe riguardare: l’abbassamento delle temperature e le riduzioni delle ore di riscaldamento nelle case e negli uffici durante l’inverno; la riduzione dell’illuminazione pubblica e delle insegne dei negozi nella notte; il prolungamento della vita delle centrali a carbone seppur in via momentanea; la riduzione del consumo di energia da parte di aziende particolarmente energivore.

 

Spagna

Il Parlamento spagnolo ieri ha approvato il decreto del Governo Sanchez emanato all’inizio del mese di agosto per il razionamento energetico nel Paese. Il provvedimento include: limitazione dell’aria condizionata a 27 gradi negli edifici pubblici, negli aeroporti, nelle stazioni e in gran parte delle aziende; riscaldamento in inverno non oltre i 19 gradi, eccezion fatta per ospedali, scuole, palestre, cucine dei ristoranti, camere d’albergo e parrucchieri; spegnimento durante la notte dell’illuminazione di monumenti e vetrine; chiusura delle porte dei negozi ogni volta che sono accesi i caloriferi o l’aria condizionata.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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