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Gas naturale: domanda alle stelle con l’intelligenza artificiale

Gas naturale: boom della domanda con l'intelligenza artificiale

Uno dei temi che probabilmente saranno discussi con maggiore intensità nei prossimi anni riguarda il legame tra l’energia, l’intelligenza artificiale e il gas naturale. Il boom dell’AI (Artificial Intelligence) ha messo di fronte a un grande quesito attinente al consumo dell’elettricità. La gigantesca quantità di dati elaborati dai modelli di intelligenza artificiale generativa richiede un’enorme disponibilità di energia, specialmente nei data center che dovranno archiviare e gestire tali dati. Secondo uno studio effettuato da Wells Fargo ad aprile, entro il 2030 i data center AI da soli aggiungeranno circa 323 terawattora di domanda di elettricità negli Stati Uniti. Goldman Sachs invece prevede che per quell’anno l’8% del consumo totale di elettricità sarà appannaggio di questi centri.

Il problema che si pone è come questa domanda imponente di energia sarà soddisfatta. Molte aziende stanno cercando di rifornirsi di energia rinnovabile per alimentare i data center, ma da sola molto probabilmente non basterà. “Il solare e l’eolico potrebbero essere insufficienti perché dipendono dal tempo variabile” ha affermato il mese scorso in una nota la società di consulenza Rystad Energy. Gli analisti di Wells Fargo osservano che molte delle energie rinnovabili verranno installate in aree che non sono adiacenti ai data center, quindi ci vorrà del tempo prima di costruire linee per il trasporto delle risorse.

Un altro problema è quello relativo all’efficienza delle batterie per alimentare i centri h24, che secondo Zack Van Everen, direttore della ricerca presso gli investimenti Tudor, Pickering, Holt & Co., non è abbastanza a causa di una tecnologia non ancora evoluta. Il nucleare potrebbe essere un’alternativa in teoria, visto il poco impatto sulle emissioni di carbonio. Tuttavia occorreranno molti anni prima che i progetti possano produrre risultati soddisfacenti, sottolinea Wells Fargo.

 

L’importanza del gas naturale per l’intelligenza artificiale

Se le energie alternative non saranno in grado di garantire una copertura adeguata di fronte al fiume in piena dell’intelligenza artificiale, l’unica alternativa rimane per il momento il gas naturale. “Questo tipo di esigenza dimostra che l’enfasi sulle energie rinnovabili come unica fonte di energia è fatalmente difettosa in termini di soddisfazione delle reali richieste del mercato”, ha detto Richard Kinder, presidente esecutivo di Pipeline Operator. “Ciò significa che il gas naturale dovrà svolgere un ruolo importante per gli anni a venire”.

Ma di quanto aumenterà la domanda di gas naturale per rispondere alla richiesta di energia dall’AI e dai data center? Wells Fargo ritiene che entro il 2030 potrebbe crescere di 10 miliardi di piedi cubi al giorno, il che significherebbe un aumento del 28% rispetto ai 35 bcf/g attualmente consumati per la produzione di elettricità negli Stati Uniti e un aumento del 10% in confronto al consumo totale di gas della nazione di 100 bcf/g. Ciò implica un aumento dei prezzi del combustibile USA, che secondo gli esperti dell’istituto bancario potrebbe raggiungere una media di 3,50 dollari per mille piedi cubi, con un incremento del 46% rispetto al prezzo medio del 2024 di 2,39 dollari. “Ecco perché le persone stanno diventando più rialziste sul gas”, ha detto Roger Read, analista di Wells Fargo. “Si tratta di tassi di crescita piuttosto elevati per una materia prima”.

Goldman Sachs stima che, al riguardo, il 60% della domanda di energia sarà costituita dal gas naturale e il 40% dalle energie rinnovabili. La banca americana prevede un aumento di 3,3 miliardi di metri cubi al giorno della domanda di gas.

 

E l’ambiente?

Lo scenario delineato dagli analisti riporta al centro dell’attenzione la questione climatica, con gli ambientalisti pronti a dare battaglia. Un’espansione nel consumo di gas naturale farà aumentare le emissioni di CO2, vanificando in parte i tentativi di tutte le istituzioni mondiali di ridurre drasticamente la quantità di carbonio entro la fine del decennio. A giudizio di Goldman Sachs, nei data center le emissioni potrebbero più che raddoppiare nel 2030 a circa 220 milioni di tonnellate, se il contributo del gas naturale dovesse confermarsi quello sopra citato.

Il gas naturale può essere un argomento difficile, osserva Lynn Good, amministratore delegato di Duke Energy, che sottolinea però come il combustibile abbia contribuito a ridurre del 45% le emissioni della società elettrica dal 2005 grazie alla sostituzione delle centrali a carbone più inquinanti. Ad ogni modo Good ha precisato che, fino a quando non entrerà in funzione una tecnologia più avanzata, “il gas naturale sarà necessario come combustibile ponte”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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