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Goldman Sachs: non ci sarà recessione, ecco perché

Una sede di Goldman Sachs riporta sulle vetrate il nome della banca americana

Goldman Sachs va in controtendenza è non prevede alcuna recessione né nel 2023, né nel 2024. La view del gruppo bancario USA è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il capo economista Jan Hatzius, la responsabile delle strategie di investimento Sharmin Mossavar-Rahmani e il responsabile investimenti Asset & Wealth Management Julian Salisbury.

 

Perché Goldman Sachs esclude la recessione

La recessione, pronosticata da molti analisti per la prima metà del 2023 è stata rimandata alla fine dell’anno o all’inizio del prossimo anno. La maggioranza del consensus la pensa così ma non Goldman Sachs che ritiene ci sarà un atterraggio morbido negli Stati Uniti, con una crescita contenuta tra l’1,5% e il 2%, ma comunque una crescita. Lo ha sottolineato il capo economista del gruppo bancario USA affermando che le probabilità stimate di entrare in una recessione nei prossimi 12 masi sono tra il 20% e il 25%, ai minimi dell’anno. In media le attese di recessione degli analisti riportate in un recente sondaggio del Wall Street Journal sono al 54%.
“La nostra fiducia è aumentata negli ultimi mesi” ha commentato Hatzius che poi è passato a spiegare quali sono le ragioni che sostengono lo scenario di Goldman Sachs:

 

  • Economia resiliente;
  • Aumento disponibilità di reddito;
  • Impatto leggero dei rialzi dei tassi di interesse.

 

Secondo Hatzius l’economia continua a dimostrarsi resiliente nonostante stia attraversando una fase di crescita ridotta “necessaria per correggere alcuni sbilanciamenti ereditati dalla fase Covid”. A testimoniarlo è in primis la tenuta del mercato del lavoro che mostra ancora riduzioni di posizioni molto contenute.

Al sostegno che arriva da un mercato del lavoro ancora in salute il capo economista di Goldman Sachs aggiunge il rimbalzo nelle disponibilità reddituali, indicando una crescita, a livello reale, del 4% anno su anno, quindi “molto forte”.

L’ultimo punto evidenziato da Hatzius è l’impatto della politica monetaria restrittiva attuata dalla Federal Reserve: “Abbiamo visto 500 punti di rialzo dei tassi di interesse e probabilmente ne vedremo altri 25 nella prossima riunione ma abbiamo assistito a un impatto minore sulla crescita”. Secondo il capo economista della banca americana nel settore immobiliare “il più sensibile alle politiche monetarie”, il rallentamento a cui si è assistito nella parte finale del2022 è “gradualmente svanito”.

 

L’inflazione è già scesa

Un’altra delle posizioni comuni a molti analisti è che la recessione sia una medicina amara ma necessaria per riportare l’inflazione sotto controllo. Anche su questo fronte Goldman Sachs ha delle posizioni distinte. L’assenza nelle sue previsioni di una recessione non implica che l’inflazione rialzi la testa.

“L’inflazione è già scesa molto – ha evidenziato Hatzius – senza che sia stata necessaria una recessione. Siamo al 3% sul dato headline contro il 9% dello scorso anno mentre l’inflazione core è poco sotto ill 5%. Anche in questo caso abbiamo registrato una notevole discesa”. Ora, secondo il capo economista di Goldman Sachs, dovremo assistere anche alla discesa prevedibile di alcuni indicatori ritardatari, come i prezzi delle automobili usate e degli affitti.

Inoltre il capo economista invita a guardare quanto accaduto in altri paesi come il Brasile, il Cile, la Polonia e l’Uruguay che hanno visto una decelerazione significativa dei tassi di interesse dopo la rapida restrizione monetaria attuata già a partire dal 2021.

 

Obiettivo 4.800 punti per l’S&P500

Da inizio anno l’S&P500 ha guadagnato oltre il 18% attestandosi sopra area 4.500 punti, portandosi oltre gli obiettivi stimati a inizio anno da parte del team delle strategie di investimento guidato da Sharmin Mossavar-Rahmani. “All’inizio dell’anno la nostra indicazione agli investitori era di rimanere investiti nel mercato, nonostante le incertezze fossero rilevanti. Ora sicuramente abbiamo una visibilità migliore” ha commentato la responsabile delle strategie di investimento di Goldman Sachs.

Le previsioni di inizio anno indicavano come possibile obiettivo per l’S&P500 l’area dei 4.200-4.300 punti, con possibili estensioni fino a 4.800. Oggi l’indice delle 500 maggiori società statunitensi quota poco sotto area 4.500. Lo spazio al rialzo è quindi limitato. Tuttavia Mossavar-Rahmani conferma l’indicazione data a inizio anno: rimanere investiti. “Quando registri una discesa del 20% o più – ha spiegato – cosa che è accaduta lo scorso anno, i ritorni nei 12-24 mesi successivi sono molto favorevoli. Ecco perché rimanere investiti, in particolare sovrappesando gli Stati Uniti, è ancora la nostra raccomandazione”

Per quanto riguarda l’asset class obbligazionaria, Julian Salisbury consiglia di rimanere sulle parti di mercato con qualità elevata, quindi investment grade a agency mortgage baked securities, evitando inutili esposizioni al rischio. “Considerando che i risparmi in eccesso accumulati si stanno esaurendo, così come molte delle coperture accese dalle società sui loro prestiti negli anni passati, ritengo che la pressione nel settore del credito sia destinata ad aumentare – ha spiegato Salisbury -. Anche il settore bancario rimarrà sottopressione”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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