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Intelligenza artificiale: per Nvidia ogni Paese dovrebbe avere un’infrastruttura

Intelligenza artificiale: Nvidia, ogni Paese dovrebbe avere un'infrastruttura

Ogni Paese deve avere la propria infrastruttura di intelligenza artificiale. A dichiararlo è l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, al World Government Summit di Dubai. Il CEO della società – che forse più di ogni altra ha sfruttato il boom della nuova tecnologia più che triplicando il suo valore di mercato in poco oltre un anno – ritiene che i governi dovrebbero “sfruttare il potenziale economico che riserva l’AI (Artificial Intelligence) proteggendo nel contempo la cultura del proprio Paese”, ma soprattutto impedendo che ciò “venga fatto da altri”. Con riferimento in particolare a Nvidia, Huang ha sottolineato come l’azienda che gestisce stia “democratizzando l’accesso all’intelligenza artificiale grazie ai rapidi guadagni di efficienza nell’elaborazione dell’AI”.

 

Intelligenza artificiale: e la sicurezza?

A ottobre 2023, il governo americano ha imposto alcuni obblighi alle aziende come Nvidia nell’esportazione alla Cina di chip legati all’intelligenza artificiale. Il timore è che questi possono essere utilizzati per scopi sinistri da parte delle autorità di Pechino e anche che la Cina raggiunga la supremazia tecnologica nel settore. Huang considera le preoccupazioni sull’intelligenza artificiale esagerate, sottolineando come diverse altre tecnologie siano state regolamentate con successo senza esserci stato alcun danno. “Ci sono alcuni interessi per spaventare le persone riguardo a questa nuova tecnologia, per incoraggiare le persone a non fare nulla per l’intelligenza artificiale e fare affidamento solo su loro stessi nella loro attività. E penso che questo sia un errore”, ha affermato il top manager di Nvidia.

 

Google investe sulla formazione AI

Intanto gli investimenti sull’intelligenza artificiale non si fermano tra le grandi aziende tecnologiche. Google ha annunciato oggi lo stanziamento di 25 milioni di euro in Europa per istruire le persone alla tecnologia AI. In sostanza, l’azienda collaborerà con imprese sociali ed enti non profit nella formazione e gestirà accademie di crescita e corsi di formazione online gratuiti in 18 lingue. “La ricerca mostra che i benefici dell’AI potrebbero esacerbare le disuguaglianze esistenti, soprattutto in termini di sicurezza economica e occupazione”, ha affermato Adrian Brown, direttore esecutivo del Centre for Public Impact, che gestisce il programma senza scopo di lucro insieme a Google. “Questo nuovo programma aiuterà le persone in tutta Europa a sviluppare le loro conoscenze, competenze e fiducia nell’AI, garantendo che nessuno sia lasciato indietro”.

Alphabet, la società madre di Google, è una delle principali protagoniste nel settore dell’intelligenza artificiale da quando a novembre 2022 OpenAI è irrotta sul mercato con il suo chatbot rivoluzionario ChatGPT. Una maggiore attenzione è arrivata a seguito di anni in cui il gigante di Mountain View aveva snobbato il fenomeno dell’intelligenza artificiale per paura che ciò mettesse in secondo piano il suo core business. Ora, dopo che altri colossi tech come Microsoft hanno investito una gran quantità di denaro nella tecnologia per integrarla con la propria attività, Alphabet si è gettato a capofitto facendo lo stesso. Gli ultimi investimenti procedono esattamente in questa direzione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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