Investimenti: 5 tendenze in atto in questo 2023 - Borsa&Finanza

Investimenti: 5 tendenze in atto in questo 2023

Investimenti: 5 tendenze in atto in questo 2023

Il 2022 è stato un anno veramente difficile per gli investimenti. Gli operatori hanno dovuto arrabattarsi in un ambiente contrassegnato da vasti cali azionari e obbligazionari, che ha fatto saltare la classica strategia 60/40. L’inflazione più alta degli ultimi 40 anni, partita dalla crisi degli approvvigionamenti post-Covid e ingigantita dalla crisi energetica derivante dalla guerra Russia-Ucraina, ha costretto le Banche centrali a ricorrere all’aumento dei tassi d’interesse. Ciò ha creato le condizioni affinché nel 2023 si configurasse una recessione la cui portata ancora è tutta da determinare. Il rallentamento dell’indice dei prezzi al consumo USA nei dati pubblicati a novembre e dicembre ha trasmesso un po’ più di ottimismo nei mercati, che comunque ancora rimangono fortemente depressi.

 

Investimenti: ecco cosa succederà nel 2023

Il nuovo anno si è aperto con i gestori patrimoniali che stanno prendendo alcune posizioni sugli investimenti che potrebbero tracciare una tendenza per i prossimi mesi. Vediamo di seguito che cosa sta emergendo dai primi scambi.

 

Dollaro USA

Il dollaro USA ha giganteggiato nel 2022, travolgendo tutte le altre valute grazie al rialzo sistematico dei tassi della Federal Reserve e alla sua funzione come bene rifugio in un ambiente di grande incertezza. Da gennaio a novembre il Dollar Index ha guadagnato oltre il 15%, prima di un ritracciamento. Il 2023 potrebbe segnare la fine del superdollaro, con l’allentamento della politica monetaria aggressiva della Banca Centrale statunitense. Joe Little, global chief strategist di HSBC Asset Management, vede l’indice del dollaro scendere di oltre 10 punti percentuali a causa del picco dell’inflazione e del cambiamento della politica monetaria della Fed.

 

Azioni cinesi

Le azioni cinesi hanno passato anni tribolati, per via della repressione da parte delle autorità di Pechino in alcuni settori, come quello tecnologico e immobiliare, e delle politiche anti-Covid che hanno portato a chiusure e blocchi delle attività produttive. Adesso il Governo cinese ha intenzione di cambiare rotta e questo sta portando gli investitori a puntare nuovamente sulle azioni delle aziende dell’ex Impero Celeste. BNP Paribas ritiene che i viaggi, i consumi interni e le azioni tecnologiche possano aumentare ulteriormente, dopo un balzo dell’indice MSCI Cina del 40% da novembre a metà dicembre dello scorso anno.

 

Mercati emergenti

I mercati emergenti nel 2022 hanno registrato tra le peggiori perdite di sempre a causa dell’incertezza globale e, soprattutto, della straripante forza del dollaro USA. Ora UBS ritiene che gli indici obbligazionari di tali mercati potrebbero guadagnare tra l’8% e il 15% alla fine del 2023. Mentre Morgan Stanley si aspetta un rendimento del debito emergente in valuta locale vicino al 17%. L’ottimismo si basa sulle previsioni di una stabilizzazione dei tassi d’interesse, dell’allentamento delle misure restrittive anti-Covid da parte della Cina e del miglioramento del contesto geopolitico.

 

Obbligazioni

Nel 2022 gli investitori in obbligazioni hanno dovuto sostenere l’impatto dell’anno più brutto di sempre, ma adesso molti si aspettano un’inversione di tendenza grazie alla moderazione dell’inflazione ed all’arrivo di una recessione. Joost van Leenders, senior strategist di Van Lanschot Kempen, ha puntato sui titoli del Tesoro USA ad agosto, con l’aspettativa che “l’inflazione scenderà perché la crescita economica cala”. Tuttavia, l’esperto è rimasto cauto sulle obbligazioni della Zona Euro, visto che la Banca Centrale Europea ha fermato gli acquisti e sta aumentando i tassi.

 

Azioni USA

La speranza degli investitori è che il mercato azionario statunitense nel 2023 salga assumendo una forma a V, dopo i crolli dell’anno passato che hanno portato l’indice S&P 500 a perdere oltre il 19%. Per gli strategist di JP Morgan, quest’anno ci saranno “turbolenze di mercato e declino economico” nella prima parte, ma poi avverrà un’inversione di tendenza con la svolta in senso accomodante da parte della Fed. Secondo Hani Redha, gestore di portafoglio di PineBridge Investments, ciò che potrebbe capitare è un ulteriore calo delle quotazioni fino a raggiungere un minimo nella prima metà del 2023. Mentre Trevor Greetham di Royal London Asset Management reputa che occorrerà più tempo.

 

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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