Italia: Mario Draghi si dimette, cosa succede ora sui mercati?
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Italia: Mario Draghi si dimette, cosa succede ora sui mercati?

Italia: Mario Draghi si dimette, cosa succede ora sui mercati?

L’immagine di Mario Draghi commosso alla Camera dei Deputati ha fatto il giro del mondo. Dopo aver salutato la scena politica italiana confermando le sue dimissioni a Montecitorio, vista l’impossibilità di ricostituire lo strappo delle forze politiche che lo sostenevano, il Presidente del Consiglio si è lasciato andare a una battuta, facendo riferimento alla barzelletta raccontata qualche giorno fa: “anche il cuore dei banchieri centrali a volte viene usato”. Il mondo intero è rimasto inorridito di fronte all’ennesimo spettacolo discutibile che la nostra classe politica è stata capace di offrire, per la fiducia e la stima di cui l’ex Governatore della BCE gode tra le istituzioni internazionali e anche tra la popolazione italiana. Adesso il Paese guarda mestamente alle prossime elezioni sempre più sfiduciato e disinteressato, con una situazione economico-finanziaria alla deriva e un mucchio di problemi ancora da risolvere. 

 

Dimissioni Draghi: la reazione dei mercati e il faro della BCE

L’abbandono di Mario Draghi non è stato preso bene dai mercati finanziari. Piazza Affari è arrivata a perdere fino al 3%, salvo poi recuperare le perdite di 2 punti percentuali dopo che la Banca Centrale Europea ha fornito dettagli nella riunione odierna sui tassi in merito al nuovo scudo anti-spread annunciato a giugno. Lo strumento, denominato Transmission Protection Instrument, consisterà nel fatto che l’istituto centrale acquisterà nel mercato secondario titoli di Stato di quei Paesi che subiscono un deterioramento delle condizioni di finanziamento non giustificato dai fondamentali. L’entità di tali acquisti dipenderà da quanto gravi saranno i rischi che incombono sulla trasmissione della politica monetaria. In sostanza, l’Eurotower si offrirà come parafulmine per arginare la speculazione.Per chiedere l’intervento di Francoforte, gli Stati membri dell’UE dovranno rispettare alcuni requisiti fondamentali, come: la sostenibilità del bilancio, l’assenza di gravi squilibri macroeconomici, le politiche economiche sane e sostenibili, il rispetto dei piani di ripresa e resilienza, nonché tutte le raccomandazioni specifiche in ambito fiscale da parte della Commissione Europea.Dopo l’intervento della BCE, il rendimento dei BTP a 10 anni, che era salito al 3,59% in seguito alle dimissioni di Draghi, è sceso fino al 3,52%. Mentre per quanto riguarda i BTP a 2 anni, il rendimento è rimasto sostanzialmente costante intorno all’1,94%. Lo spread tra BTP decennali e gli equivalenti Bund tedeschi è passato da 222 a 232 punti base.

 

Il giudizio degli analisti all’uscita di scena di Draghi

La reazione degli analisti alle dimissioni di Draghi non è stata molto tenera. Tra i pericoli maggiori ravvisati vi è sempre la risalita dello spread mentre l’Italia va verso le elezioni. Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, ad esempio, crede che l’incertezza e l’instabilità politica potrebbero portare nel breve termine il divario tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni verso i 250 punti base. Gli economisti di Citi vedono anche uno spread in aumento con la possibilità di una salita fino a 70 punti. Questo metterebbe pressione alle banche italiane, che vedrebbero il rischio dell’incertezza politica compensare il vantaggio di tassi d’interesse più elevati.Mariana Monteiro, analista di Credit Suisse, pone il problema di sbloccare i fondi europei per eseguire le riforme volte a modernizzare l’economia italiana, attraverso la razionalizzazione della burocrazia e del sistema giudiziario. Finora l’Italia ha ricevuto 46 miliardi di euro e altri 21 miliardi sono previsti nelle prossime settimane. Alla fine, tra sovvenzioni e prestiti a tassi bassi, la terza potenza europea potrebbe portare a casa 250 miliardi di euro. Il problema, però, secondo Monteiro sta nella capacità e credibilità di Draghi che un altro Primo Ministro non avrebbe, per cui l’approvazione delle riforme diventerà molto più impegnativa.

 

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