A Jackson Hole, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha appena terminato il suo discorso e, a giudicare dalla reazione dei mercati, le sue parole sono state in linea con le attese del mercato. Senza strafare, ovvero senza legarsi le mani come già aveva fatto in passato, salvo poi venire smentito dai fatti, il numero uno della Banca centrale americana ha affermato che “è arrivato il momento di adeguare la politica monetaria”.
Questo voleva sentirsi dire il mercato che ha reagito con un aumento delle quotazioni dell’S&P500 di circa un punto percentuale. Un entusiasmo contenuto visto che, comunque, Powell ha confermato che “il tempismo e il ritmo dei tagli dei tassi dipenderanno dai dati in arrivo”.
Powell: “Distorsioni economiche stanno svanendo”
Il presidente della Federal Reserve ha iniziato dal 2020, dalla pandemia, nel tracciare l’evoluzione delle condizioni economiche, crescita e inflazione, che hanno ora condotto verso il taglio dei tassi di interesse (previsto per settembre). “Quattro anni e mezzo dopo l’arrivo del COVID-19, le peggiori distorsioni economiche legate alla pandemia stanno svanendo. L’inflazione è diminuita significativamente. Il mercato del lavoro non è più surriscaldato”.
Oggi, a giudizio del numero uno della Fed, “l’inflazione è molto vicina al nostro obiettivo e, dopo una pausa all’inizio dell’anno, i progressi verso il nostro obiettivo del 2% sono ripresi” ha dichiarato, mostrando fiducia nel fatto che i prezzi al consumo siano su un percorso sostenibile verso il target.
È questa fiducia a permettere di riequilibrare l’attenzione della Fed sui due mandati di cui è responsabile. “Nel complesso, l’economia continua a crescere a un ritmo solido – ha proseguito -. I rischi al rialzo per l’inflazione sono diminuiti. I rischi al ribasso per l’occupazione sono aumentati. Faremo tutto il possibile per sostenere un mercato del lavoro forte mentre facciamo ulteriori progressi verso la stabilità dei prezzi”.
Lo strumento per perseguire questo obiettivo sarà un “adeguato allentamento” della politica restrittiva” visto che, ha sottolineato il presidente della Federal Reserve “l’attuale livello del nostro tasso di politica ci dà ampio margine per rispondere a qualsiasi rischio possiamo affrontare”.
La reazione dei mercati finanziari
Senza strafare Wall Street ha accolto positivamente le parole di Jerome Powell pronunciate a Jackson Hole, che hanno annunciato la svolta di politica monetaria e lasciato aperta la porta a ulteriori tagli dei tassi di interesse dopo quello ormai dato per scontato di settembre. L’S&P500 è salito a lambire i recenti record storici, da cui è in prima battuta stato respinto. Simile il movimento del Nasdaq 100 che, dopo aver toccato quota 19.800 punti, è arretrato conservando un vantaggio superiore al punto percentuale.
Accelerazione anche per gli indici europei che avevano trascorso la prima parte della seduta in fiduciosa attesa ma limitando i rialzi intorno al mezzo punto percentuale. Il FTSE Mib a un’ora dalla chiusura delle contrattazioni sale dell’1%.
Accelerazione anche per l’Eur/Usd che da 1,1117 è salito a 1,1186 prima di moderare a 1,1174 mentre i rendimenti dei Treasury decennali sono calati fin sotto 3,8%, prima di riportarsi sopra la soglia.










