Con l’edizione per il 2026 giungono a quota 30 le pubblicazioni delle Long Term Capital Market Assumptions (Ltcma) di JP Morgan AM, tradizionale appuntamento con le prospettive dei mercati finanziari nei prossimi 10-15 anni. “Una guida essenziale per i nostri clienti” ha sottolineato George Gatch, amministratore delegato dell’asset manager, che mette a disposizione “le competenze di oltre 100 esperti, aiutando i clienti a implementare portafogli resilienti in una fase di crescita moderata, crescente nazionalismo economico e rapida innovazione trainata dall’intelligenza artificiale”.
“Quello che all’inizio era un semplice foglio di calcolo per l’asset allocation si è trasformato in un programma a cui si fa affidamento a livello globale” recita la nota di JP Morgan AM a celebrazione della trentesima edizione delle Ltcma. “Oggi – prosegue – queste proiezioni consolidate nel tempo coprono oltre 200 attivi denominati in 20 valute, rappresentando un riferimento per l’asset allocation strategica e la pianificazione degli investimenti a lungo termine in un panorama finanziario in continua evoluzione.
In questo articolo:
- JP Morgan AM: le prospettive di rendimento dei mercati finanziari
- I ritorni stimati sulle singole asset class
JP Morgan AM: le prospettive di rendimento dei mercati finanziari
La nota di JP Morgan AM parte proprio dal rendimento atteso per i prossimi 10-15 anni, periodo di investimento medio-lungo che dovrebbe rappresentare l’optimum per ogni portafoglio. In questo caso, la proiezione è costruita sul classico portafoglio bilanciato 60/40 denominato in dollari Usa. Secondo gli esperti dell’asset manager statunitense, il rendimento si attesterà in media al 6,4%. “Anche dopo un anno di forti guadagni sui mercati azionari, le proiezioni di ritorno degli attivi rimangono solide” sottolineano gli analisti di JP Morgan AM che evidenziano il ruolo dell’intelligenza artificiale, che fornirà “nel breve termina una spinta agli utili e nel lungo termine alla produttività”.
L’orizzonte della trentesima edizione delle Ltcma si allarga anche alle attività alternative, in particolare gli attivi reali, che gli esperti di JP Morgan Am aggiungono al classico portafoglio 60/40 ideando un 60/40+ con il rafforzamento di un 30% di strumenti alternativi diversificati, per portare le prospettive di rendimento complessive al 6,9%, con un indice di Sharpe in aumento del 25%.
“Per gli investitori di oggi, costruire resilienza significa andare oltre gli asset tradizionali. Gli investitori devono pensare fuori dagli schemi, abbracciare strumenti alternativi e attivi reali per gestire il rischio e attivare nuove fonti di ritorno” ha sottolineato Grace Peters, global co-head of Investment Strategy per JP Morgan Private Bank.
I ritorni stimati sulle singole asset class
Le Ltcma contengono le previsioni a livello di singole asset class. In particolare, nel segmento obbligazionario, le previsioni di JP Morgan AM delineano un ritorno del 4% per i Treasury statunitensi a medio termine e del 4,9% per quelli a lungo termine. Il credito investment grade dovrebbe offrire un rendimento medio del 5,2%, sostenuto da spread in restringimento e da una qualità del credito solida, mentre il credito high yield statunitense potrebbe raggiungere il 6,1%, beneficiando di un miglioramento complessivo delle condizioni di solvibilità.
Sul fronte azionario, le attese restano ottimistiche: le large cap statunitensi dovrebbero generare un ritorno medio del 6,7%, con gli Stati Uniti destinati a mantenere la leadership nell’innovazione tecnologica. Le azioni globali sono stimate al 7%, con interessanti opportunità cicliche nei mercati non statunitensi e un potenziale contributo positivo dai movimenti valutari. Le azioni dei mercati emergenti, infine, offrono prospettive di rendimento del 7,8%, leggermente inferiori dopo la forte performance dell’anno precedente, ma comunque competitive.
“Sebbene si preveda un rallentamento della crescita nei mercati sviluppati, investimenti solidi e aumenti della produttività, in particolare grazie all’intelligenza artificiale, sostengono una crescita costruttiva a lungo termine” ha commentato David Kelly, chief global strategist di JP Morgan AM, mentre John Bilton, head of Global Multi-Asset Strategy ha aggiunto: “Il contesto economico sta cambiando in modo tangibile. A nostro avviso, però, gran parte di ciò che oggi preoccupa gli investitori è destinato a perdere importanza di fronte alle prospettive positive che intravediamo nel lungo termine”.
Per quanto riguarda gli asset alternativi, la stima di ritorno nel private equity si attesta al 10,2%, riflettendo un leggero aumento dovuto a un contesto di uscita più favorevole e maggiori opportunità di crescita nei settori della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale. Il real estate core Usa dovrebbe generare un ritorno dell’8,2% mentre quello europeo dovrebbe fermarsi al 6,9%, le infrastrutture si attestano al 6,5% e le materie prime al 4,6% “con la transizione energetica e i rischi geopolitici che influenzano l’outlook”. L’oro continuerà a sorprendere con un rendimento in aumento al 5,5% contro il 4,5% dello scorso anno. Dentro le previsioni di JP Morgan AM rientra anche il legname, con il ritorno dai terreni boschivi che dovrebbe salire al 6,3% da 5,3%.









