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Le obbligazioni entrano nel loro primo mercato ribassista, ecco perché

Le obbligazioni entrano nel loro primo mercato ribassista, ecco perché

Le obbligazioni stanno vivendo il loro primo mercato ribassista dal 1990. Lo certifica l’andamento del Bloomberg Global Aggregate Total Return Index. L’indice è sceso di oltre il 20% dal picco del 2021, un calo che definisce il limite oltre il quale si può parlare ufficialmente di mercato ribassista. È la fine a un trend rialzista che va avanti da 40 anni. La ragione è tutta da imputare alla politica monetaria della Federal Reserve, aggressiva come poche volte in passato per contrastare la cavalcata dell’inflazione. L’aumento reiterato dei tassi ha messo in fuga gli investitori dal reddito fisso e a ha messo in difficoltà la classica strategia di portafoglio 60/40, che implica la presenza difensiva della componente obbligazionaria. Nel 2022 azioni e obbligazioni hanno perso quota in tandem e il modello ha finora realizzato la peggiore performance dal 2008, con una perdita del 15%.

 

La Fed peggiorerà il mercato obbligazionario

Al simposio di Jackson Hole tenutosi dal 25 al 27 agosto il governatore della Fed, Jerome Powell, ha lasciato scarse speranze su un cambiamento di politica monetaria da parte della Banca centrale americana, prendendo gli anni ’80 come punto di riferimento. Allora il presidente della Federal Reserve, Paul Volcker, decise di combattere l’inflazione senza mezzi termini, riparando all’errore del decennio precedente di lasciarla correre prima di intervenire.

Powell ha espresso l’intenzione di non voler ripetere lo stesso sbaglio: per questo la Fed alzerà in maniera aggressiva i tassi d’interesse fino a quando l’inflazione non sarà messa definitivamente all’angolo. È più facile di conseguenza aspettarsi che il mercato obbligazionario nei prossimi mesi continui a essere sotto pressione. Questo però può creare delle opportunità interessanti. Infatti, sarà possibile acquistare titoli sul mercato a prezzo basso con rendimenti più elevati e che daranno un ritorno interessante nel momento in cui, nel medio periodo, l’indice dei prezzi al consumo sarà decresciuto verso gli obiettivi della Banca centrale.

 

Obbligazioni: ecco cosa pensano gli analisti

Le condizioni di mercato che si stanno determinando non prospettano molto di positivo per le obbligazioni, secondo l’opinione degli analisti. Stephen Mille, consulente d’investimento presso GSFM, ritiene che i rendimenti non torneranno ai minimi storici che si sono visti prima e durante la pandemia. Di conseguenza, “il mercato rialzista delle obbligazioni iniziato a metà degli anni ’80 sta per finire”.

Kellie Wood, gestore del reddito fisso presso Schroders Plc a Sydney, mette in guardia in merito alla strategia 60/40, considerando un grosso problema quello di coloro che si aspettano che il reddito fisso possa essere un diversificatore rispetto alle azioni in questo momento. Tuttavia, l’esperta riesce a vedere delle opportunità nel momento in cui le Banche centrali garantiranno una recessione globale.

Gli strateghi di JP Morgan mettono in evidenza il fatto che il passaggio da un allentamento senza precedenti da parte della Fed all’aumento dei tassi più ripido dal 1980 ha comportato un prosciugamento di liquidità. Giocoforza, i mercati obbligazionari hanno conosciuto un deterioramento più grave e consistente rispetto ad altre classi di attività, con pochi segni di inversione. Ora, hanno aggiunto gli strateghi, il momentum ribassista si sta avvicinando a livelli estremi.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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