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Morgan Stanley: consulenti presto affiancati dall’AI

Una sede di Morgan Stanley con il nome del gruppo sul fronte

I clienti wealth di Morgan Stanley avranno presto a disposizione due bankers per scegliere le strategie migliori di investimento per il loro patrimonio. Uno sarà in carne ed ossa, l’altro sarà un chatbot di intelligenza artificiale (AI). Il servizio esclusivo sarà messo a disposizione dalla banca americana entro la fine del mese dopo averlo testato nei mesi passati con oltre mille consulenti finanziari. La nuova iniziativa rientra nel piano elaborato dall’amministratore delegato James Gorman per raggiungere l’obiettivo di 10.000 miliardi di asset under management.

 

Ecco cosa farà il nuovo chatbot di MS

Il chatbot di Morgan Stanley sarà basato sull’AI di OpenAI e basato su ChatGPT4, l’evoluzione più avanzata dell’intelligenza artificiale generativa esplosa nel corso della scorsa primavera. “Ci siamo rapidamente resi conto di aver bisogno di un partner per sviluppare questo progetto e che OpenAI era più avanti di tutti gli altri” ha dichiarato a Reuters Sam Cucchiara, chief information officer of Wealth and Investment management di Morgan Stanley che poi ha assicurato che la figura del consulente finanziario rimarrà centrale.

Il ruolo del chatbot sarà la produzione di riassunti ed estratti delle conversazioni tra cliente e consulente, la redazione di e-mail di follow-up, l’aggiornamento del database delle vendite della banca, la fissazione di nuovi incontri, il supporto ai consulenti nella gestione del patrimonio dei clienti in relazione a tassazione, previdenza, successione ereditaria. Anche se Morgan Stanley non ha reso noti i dettagli del nuovo progetto, l’utilizzo del chatbot verrà fatto con l’autorizzazione del cliente.

“L’impatto sarà significativo – ha continuato Cucchiara – potenzialmente comparabile all’avvento di internet”. Utilizzando il chatbot il consulente potrà rendere tutto il processo di consulenza più spedito, potrà trovare risposte e documenti in modo semplice e interattivo.
Insomma, niente allocazione del patrimonio da parte del chatbot. Per quella rimarrà decisiva la scelta e la decisione del consulente finanziario, che potrà essere tuttavia coadiuvato dall’intelligenza artificiale nutrita con una selezione di ricerche vagliate da Morgan Stanley al fine di ridurre le possibilità di errore.

 

Non solo Morgan Stanley, tutto il settore finanziario si muove verso l’AI

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa interessa tutto il mondo bancario. A Morgan Stanley si affiancano molti altri gruppi bancari che stanno sfruttando le potenzialità dello strumento per analizzare dati, estrarre cifre e indicazioni, identificare le frodi, analizzare le transazioni.

JP Morgan sta preparando un proprio chatbot “finanziario” rivolto a chi opera con il trading online, analizzando e selezionando i titoli più adatti alle esigenze dei clienti. Goldman Sachs sta sviluppando uno strumento per aiutare i suoi consulenti a rispondere alle domande dei clienti. Bank of America utilizza l’assistente virtuale Erica fin dal 2018 e ha già superato il miliardo di interazioni con i clienti.
In Italia si sta muovendo Intesa Sanpaolo che ha dedicato 180 risorse specializzate all’innovazione e all’information technology e che prevede di assumere circa 2.000 professionisti “tecnologici” nel prossimo futuro.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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