Outlook 2022: i 5 grandi rischi per l'economia globale - Borsa e Finanza

Outlook 2022: i 5 grandi rischi per l’economia globale

Outlook 2022: i 5 grandi rischi per l'economia globale

Cosa succederà il prossimo anno? Qual è l’outlook per il 2022? L’anno in corso sta per volgere al termine e già è possibile cominciare a tracciare i primi bilanci e gettare uno sguardo al futuro ormai prossimo. Il 2021 non è stato un anno facile, nonostante si sia dato vita al grande rimbalzo economico dopo la tragedia pandemica del 2020 e sebbene le Borse abbiano continuamente aggiornato i loro record storici.

Quello che si è capito purtroppo è che il Covid-19 non sarà definitivamente sconfitto a breve, perché è sempre pronto a cambiare pelle aggirando la barriera che la vaccinazione di massa è riuscita a fornire per proteggere dall’infezione. Anzi, avanza sempre più il sospetto che questa mala bestia ci farà compagnia ormai vita natural durante, pur con gli effetti meno letali di quanto abbia fatto vedere sinora.

 

Outlook 2022: i 5 rischi che incombono sull’economia globale

Nel contesto generale molti altri fatti hanno tenuto banco, dalla crisi energetica che ha creato un’impennata di prezzi come non si vedeva da anni, alla repressione cinese che ha affossato alcuni giganti del mondo tecnologico come Alibaba e che ha aggravato una crisi immobiliare che rischia di avere portata planetaria. Per l’anno venturo quindi sono molti i rischi che incombono sull’economia globale, vediamo quali sono i principali.

 

Rischio di altri lockdown

Proprio quando si cominciava ad assaporare una parvenza di normalità è spuntata dal Sudafrica l’ennesima variante del Coronavirus, denominata Omicron. Ancora non si ha una definizione precisa di quanto il nuovo ceppo possa essere pericoloso, quindi verosimilmente bisognerà attendere il 2022 per avere un quadro più chiaro. Le prime rilevazioni fanno pensare a una mutazione più contagiosa ma meno mortale.

Se così fosse non sarebbe forse così negativa come notizia. Anzi, se dovesse ripulire lo scenario da tutte le varianti attuali, secondo alcuni scienziati potrebbe ricondurre il Covid-19 a poco più di un raffreddore mettendo meno sotto pressione le strutture sanitarie e rendendone più agevole la convivenza. In caso contrario vi è il rischio che le attività economiche subiscano altre chiusure, determinando un nuovo effetto recessivo per l’economia molto pericoloso.

 

Shock inflazionistico

Forse nessuno immaginava all’inizio dell’anno che l’inflazione degli Stati Uniti balzasse al 6,8%, ossia al livello più alto dal 1982. All’interno della Federal Reserve si continuava a sostenere la tesi che l’indice dei prezzi al consumo sarebbe stata una cosa temporanea e che entro la fine del 2021 si sarebbe almeno avvicinato al target del 2%.

Il 2022 preannuncia venti sinistri in tale direzione, non solo determinata da Omicron che potrebbe creare interruzioni di fabbrica e aggravare la carenza degli approvvigionamenti. In aggiunta vi sono da rilevare: le tensioni tra Russia e Ucraina che potrebbero far incrementare ulteriormente le quotazioni del gas naturale, la crescita dei salari negli Stati Uniti che alimenterebbe ulteriormente la domanda spingendo in alto il carovita e gli eventi devastanti generati dal cambiamento climatico che distruggerebbero il raccolto generando un aumento dei prezzi dei generi alimentari.

 

La stretta sulla politica monetaria della Fed

Negli ultimi 10 anni, ogni volta che la Banca Centrale americana ha adottato un atteggiamento da falco sulla sua politica monetaria, i mercati hanno reagito male. Nel 2013 quando Ben Bernanke annunciò la riduzione del piano di acquisti dei Treasury Bond dopo il quantitative easing lanciato nel 2008 a seguito della crisi globale, si manifestò sui mercati il fenomeno del taper tantrum, ossia una reazione nervosa e di panico da parte degli investitori. Nel 2018 l’inasprimento sui tassi dell’istituto monetario generò un sell-off consistente a Wall Street, interrotto da proprio da Jerome Powell con un maggior accomodamento. Le preoccupazioni adesso riguardano il fatto che il Governatore ha mutato la considerazione verso l’inflazione, ora non più transitoria, come lo stesso Powell ha dichiarato di fronte al Congresso degli Stati Uniti. Qual è l’outlook 2022 del mercato? Le parole del numero uno della Fed fan presagire tre rialzi dei tassi di interesse nel corso dei prossimi 12 mesi. 3 aumenti del costo del denaro che potrebbero portare l’economia americana in recessione già nel 2023. Il costante aggiornamento della view man mano che le rilevazioni economiche saranno rilevate nel corso del 2022 potrebbe portare maggior volatilità sul mercato, specie per quello azionario e obbligazionario.

 

La crisi valutaria dei mercati emergenti

Se la Fed stringe sulla politica monetaria, l’effetto più immediato a livello valutario è il rafforzamento del dollaro USA. Questo rischia di innescare per l’anno prossimo un deflusso di capitale dalle economie in via di sviluppo, soprattutto da quelle più vulnerabili. Gli analisti vedono Argentina, Sudafrica e Turchia, già coinvolte nel 2013 e nel 2018, le Nazioni maggiormente in pericolo. A queste si aggiungerebbero anche Brasile ed Egitto, che vedrebbero le loro monete traballare con un biglietto verde più forte. Mentre Arabia Saudita, Russia e Taiwan sarebbero meno esposti alla fuga di capitali, anche perché meno indebitati.

 

La crescita cinese

La Cina ha avuto nel terzo trimestre 2021 una battuta d’arresto preoccupante per quel che riguarda la crescita del Paese, perdendo 3 punti percentuali di PIL. Qual è l’outlook per il 2022? Le 3 grandi questioni che interessano Pechino hanno fatto danni enormi, ovverosia la crisi degli sviluppatori immobiliari, i blocchi ripetuti da Covid-19 per raggiungere l’obiettivo zero contagi e l’energy crunch che ha causato interruzioni di fabbrica. Nel 2022 quest’ultima dovrebbe allentarsi, ma per quanto riguarda la vicenda Evergrande e il virus non vale lo stesso. La prima è una situazione che rischia di deflagrare, dal momento che ormai il gigante immobiliare è in default. Riguardo il Covid-19 la strategia attuata dal Governo di non avere infezioni nel Paese potrebbe equivalere a nuove chiusure e quindi a ulteriori frenate dell’economia.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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