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Russell 2000: c’è ancora spazio per crescere, ecco perché

La statua di una bambina fa mostra di sé davanti a Wall Street, fronteggiando la statua del toro, simbolo della Borsa USA

L’indice statunitense delle small cap, il Russell 2000, ha iniziato l’anno con il segno negativo (-1,18% alla chiusura di ieri) dopo aver incassato, negli ultimi dodici mesi, un guadagno del 10,75%. Poco meno della metà rispetto al 22,39% dell’S&P500 che ha beneficiato però della spinta delle big tech. Se confrontata con quella del Dow Jones Industrial Average la performance del Russell 2000 rimane più bassa (+12,43% il Dow) ma la differenza è molto più contenuta. Tuttavia sono altri i parametri che gli analisti di Goldman Sachs hanno preso come riferimento in un recente report per ipotizzare un 2024 di soddisfazioni per gli investitori che metteranno in portafoglio le small cap USA:

 

  • Valutazioni;
  • Prospettive crescita USA.

 

A questi fattori si aggiungono le statistiche sugli anni elettorali. Nel 2024 gli Stati Uniti eleggeranno il loro nuovo presidente. In sette delle ultime dieci elezioni presidenziali il Russell 2000 ha generato ritorni positivi mentre in otto casi ha fatto meglio dell’S&P500.

 

La tabella mostra le performance messe a segno da S&P500 e Russell 2000 negli anni elettorali negli USA. In media la differenza è stata di 6 punti percentuali a favore dell'indice delle small cap
Le performance di S&P500 e Russell 2000 negli anni elettorali USA a confronto. Le performance negative hanno le parentesi. Fonte: Goldman Sachs Global Investment Research

 

Russell 2000 favorito da valutazioni e crescita USA

Secondo gli analisti di Goldman Sachs il Russell 2000 potrebbe mettere a segno una performance del 9% nei prossimi 6 mesi e del 15% nei prossimi 12, superando l’S&P500 che invece dovrebbe rendere solo il 7% nel corso dell’anno (9% includendo i dividendi).

La spinta maggiore arriverà, secondo gli esperti della banca americana, dalle valutazioni. “Negli ultimi decenni quasi due terzi della variazione dei rendimenti a 12 mesi del Russell 2000 sono stati spiegati dalle valutazioni all’inizio di ogni periodo e dalla crescita economica reale degli Stati Uniti” spiegano nel report.

In particolare, le valutazioni dell’indice delle small cap USA sono inferiori del 20% rispetto a quelle del novembre 2021. Il rally del 26% messo a segno nell’ultima parte del 2023 non è riuscito a colmare il divario. “Prima del rally del 26% di fine 2023, il Russell 2000 veniva scambiato al multiplo prezzo/valore contabile più basso degli ultimi decenni escluse le recessioni. Oggi il suo multiplo price to book contabile è pari a 2,0x e rimane al di sotto della media quarantennale di 2,1x e della media decennale di 2,2x”.

L’analisi di Goldman Sachs è basata su attese di crescita USA al 2% nel 2024: “Se le previsioni di crescita del PIL reale statunitense del 2% formulate dai nostri economisti nel 2024 si realizzeranno le small cap dovrebbero generare rendimenti solidi nei prossimi mesi” si legge nel report. In aggiunta, a favore delle small cap USA dovrebbero giocare le attese di taglio dei tassi di interesse nel corso dell’anno. “L’indice delle società a piccola capitalizzazione è stato particolarmente vulnerabile alle preoccupazioni circa l’impatto dell’aumento dei tassi di interesse sui bilanci indebitati” puntualizza il report.

 

Cosa succede se la crescita USA delude

Il rapporto di Goldman Sachs prende in considerazione anche il caso in cui le previsioni sulla crescita USA dovessero rimanere inattese. Secondo il modello sviluppato dagli analisti della banca americana “la crescita dovrebbe deteriorarsi sostanzialmente affinché il nostro modello segnali perdite per il Russell 2000. Le small-cap hanno spesso generato rendimenti a 6 mesi superiori al 10% in contesti in cui le aspettative di crescita economica stavano peggiorando, come segnalato dalla contemporanea sottoperformance dei settori ciclici. In media, all’inizio di quegli episodi, il Russell 2000 veniva scambiato con un multiplo P/B di 2,1x, al di sopra della valutazione odierna dell’indice di 2,0x”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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