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Sterlina migliore valuta del G-10, ora dove può arrivare?

Sterlina: la migliore tra le valute del G-10, dove può arrivare?

La sterlina britannica è stata la migliore tra le valute del G-10 nel secondo trimestre. Nel periodo che va da aprile a giugno il pound è salito di quasi il 3% sul dollaro USA segnando, con il terzo trimestre consecutivo di guadagni, la serie più lunga da metà del 2021. Rispetto allo yen ha realizzato una performance addirittura del 12% nello stesso lasso di tempo, il che rappresenta il più grande rialzo da oltre dieci anni.

La forza della sterlina è stata dettata dalla politica monetaria ancora particolarmente aggressiva da parte della Bank of England per contenere un’inflazione che continua a rimanere elevata. Il tutto mentre la Federal Reserve si avvicina alla fine della stretta sui tassi d’interesse, pur avendola rimandata, e la Bank of Japan prosegue nella sua politica monetaria ultra accomodante.

Nell’ultima riunione ufficiale, la Banca d’Inghilterra ha alzato il costo del denaro di mezzo punto percentuale portandolo al 5% mentre il mercato si aspettava un ritocco di un quarto di punto. L’inflazione in Gran Bretagna ha superato per quattro mesi consecutivi le previsioni degli analisti non lasciando altra scelta. Ciò fa pensare che la BoE ritarderà, rispetto alle altre Banche centrali, l’inversione della sua politica monetaria a costo di portare il paese in una recessione che appare ormai prossima.

 

Sterlina: ecco perché potrebbe indebolirsi

L’alto rendimento della sterlina rende interessanti le operazioni di carry trade con lo yen anche in prospettiva futura. Gli investitori potrebbero finanziarsi in yen pagando un costo di finanziamento molto basso e comprare sterline ricevendo un rendimento alto. L’operazione sarebbe profittevole se sul mercato non si determinasse un calo della valuta britannica rispetto alla moneta giapponese maggiore del divario di rendimento delle due divise.

Tuttavia non è detto che il trend di rafforzamento della sterlina continui. Anzi, secondo Jay Zhao-Murray, analista valutario di Monex Canada a Toronto, “ciò che sorprende data la divergenza delle aspettative sui tassi è che la sterlina non sia salita di più”. La motivazione, secondo l’analista, risiederebbe nel fatto che “l’economia del Regno Unito si trova in un punto in cui le aspettative di tassi più elevati stanno alimentando i timori di crescita”. Preoccupa in particolare la curva dei rendimenti invertita come non si vedeva da molti anni. L’inversione della curva di solito è un segnale di recessione in arrivo in un intervallo che va, statisticamente, da sette mesi a due anni.

Altri analisti nei giorni scorsi si sono espressi sul futuro della sterlina. “La Banca d’Inghilterra deve affrontare il fatto che il Regno Unito sta scivolando  nel territorio dei mercati emergenti” ha affermato Muhammed Demir, responsabile dei mercati dei capitali presso Swiss Finance Corporation. “Se non ci saranno miglioramenti strutturali per l’economia del Regno Unito, continueremo a vedere i tassi in aumento, l’inflazione viscosa e una crescita economica anemica. Questo porterà inevitabilmente a una sterlina più debole nel lungo periodo“.

Secondo Jordan Rochester, FX strategist di Nomura, le strette della BoE porteranno “ironicamente” alla debolezza della valuta. “Alla fine questo potrebbe ridurre le probabilità di ulteriori aumenti entro la fine dell’anno e limitare la forza della sterlina” ha dichiarato lo stratega.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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