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Tassi di interesse BCE: fermi fino a giugno per gli asset manager

Nell'immagine, una vista di Francoforte dal fiiume Meno con sullo sfondo la torre della Banca centrale europea

Nella riunione di oggi i tassi di interesse in eurozona rimarranno fermi al 4%. È una certezza per analisti e asset manager e non è l’unica. I professionisti del risparmio gestito indicano all’unanimità giugno come il mese più probabile per il primo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. Per questo i gestori guarderanno, in pomeriggio, soprattutto alle nuove stime economiche che verranno rilasciate da Francoforte e ascolteranno le parole che in conferenza stampa pronuncerà la presidente BCE Christine Lagarde.

 

Le attese degli asset manager sui tassi di interesse

Felix Feather, economista di abrdn, ritiene che “un ciclo di tagli sembra essere dietro l’angolo” ed è tra i pochi che ancora concede qualche possibilità al mese di aprile come opzione per la prima mossa della BCE sui tassi di interesse. Tuttavia non esclude nemmeno la possibilità che ci si sposti oltre il mese di giugno. Per capire il quando “occorre monitorare eventuali modifiche alle proiezioni sull’inflazione per il medio termine”

Secondo gli analisti di Nomura il PIL e l’inflazione headline saranno più deboli nel breve termine. Tuttavia “ci aspettiamo che la BCE lasci il suo profilo previsionale sui prezzi al consumo invariato” scrivono in un report. La volontà dei banchieri centrali è di non lasciare l’iniziativa di nuovo in mano ai mercati e innescare un nuovo rally da aspettative che, oltre a poter essere deluse, rallenterebbe il rientro dei prezzi al consumo.

A parere di Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco, “il Consiglio direttivo vorrà probabilmente procedere ulteriormente nel processo di disinflazione prima di avere sufficiente fiducia nel fatto che l’inflazione raggiunga in modo duraturo l’obiettivo”. La previsione base di Pimco sulla manovra di riduzione dei tassi di interesse nel 2024 è di tre tagli.

Punta un faro sull’inflazione nel settore servizi Tomasz Wieladek, capo economista per l’Europa di T. Rowe Price. L’ultimo dato, relativo al mese di febbraio, ha registrato una crescita dello 0,5% ed è stato pubblicato solo venerdì scorso, dunque non sarà incluso nelle nuove proiezioni della BCE. “Questo dato offre l’impressione che finora la disinflazione nei servizi dell’area dell’euro sia stata al massimo marginale – spiega l’economista -. Il Consiglio direttivo sarà molto preoccupato per la persistenza dell’inflazione dei servizi ed è quindi improbabile che fornisca una forte forward guidance sull’imminenza di un taglio dei tassi”.

Il grafico a barre verticali mostra la recente accelerazione registrata dall'inflazione nel settore dei servizi
L’inflazione europea nel settore dei servizi. Variazione percentuale m/m – Fonte: BCE, Macrobond, Nomura

Del fatto che la BCE sia ancora in cerca di conferme sul processo disinflazionistico è convinta anche Annalisa Piazza, fixed income research analyst di MFS IM secondo la quale “accennare a qualche cambiamento durante la riunione di questa settimana sarebbe deleterio, in quanto potrebbe alimentare le aspettative di inflazione che attualmente sono ben gestite. Le aspettative del mercato attribuiscono attualmente circa il 20% di probabilità di un taglio ad aprile e circa l’85% a giugno. Per l’intero anno sono previsti tagli cumulativi di circa 100 punti base”. In una riunione dove non dovrebbe cambiare nulla, Piazza si aspetta qualche colpo di scena durante la conferenza stampa, dove potrebbero emergere domande che costringeranno la Lagarde a mettere in evidenza le divisioni interne al Consiglio direttivo riguardo alle future decisioni.

 

Bilancio BCE, continua la riduzione

Sposta l’attenzione sul bilancio della BCE Mondher Bettaieb-Loriot, responsabile corporate bonds di Vontobel, secondo il quale “è probabile che la BCE attenda il primo taglio dei tassi fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati sui salari negoziati, cosa che non avverrà prima di maggio 2024”. Nel frattempo continuerà il quantitative tightening iniziato lo scorso marzo. Da un lato la BCE ha interrotto i reinvestimenti nell’ambito dell’Asset Purchase Programme (APP) a partire dal luglio 2023, lasciando che il bilancio si esaurisse, mentre dall’altro le banche hanno iniziato a rimborsare i prestiti ancora in essere delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO). L’ultima tranche di TLTRO scadrà quest’anno.

Per Bettaieb-Loriot “Nei prossimi anni si prevede che il bilancio si ridurrà in modo significativo, riducendo così la liquidità in eccesso. Tuttavia, le dimensioni del bilancio dovrebbero rimanere al di sopra dei livelli visti prima della crisi finanziaria globale”. Alcune tensioni si potrebbero palesare per la scarsità di riserve in alcune parti del sistema finanziario ma il nuovo quadro operativo della Banca centrale europea, che dovrebbe essere annunciato in primavera “potrebbe comportare nuove operazioni di rifinanziamento di più lungo termine (LTRO). Prevediamo che il nuovo quadro sarà favorevole alle attività di rischio, comprese le obbligazioni societarie” conclude l’esperto di Vontobel.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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