Tesoro e Fed lanciano l’allarme sul nuovo AI di Anthropic: a rischio le banche

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Un modello di AI che individua falle informatiche invisibili da trent’anni: per le autorità americane è un rischio sistemico, per chi lo ha costruito è la risposta. Scott Bessent e Jerome Powell hanno convocato d’urgenza i ceo di Wall Street per discutere i pericoli legati a Claude Mythos Preview, l’ultimo sistema di Anthropic. La stessa società ha avviato un dialogo riservato con il governo statunitense sulle sue capacità, sia difensive sia offensive. Nel frattempo, Anthropic valuta di progettare chip proprietari per affrancarsi dalla dipendenza hardware.

 

In questo articolo:

 

  • Anthropic, Tesoro e Fed convocano i grandi banchieri
  • Perché Mythos spaventa le autorità
  • Project Glasswing: la risposta difensiva di Anthropic
  • Chip proprietari: Anthropic valuta l’indipendenza hardware

 

Anthropic, Tesoro e Fed convocano i grandi banchieri

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell hanno convocato martedì una riunione con i vertici delle principali banche americane, incentrata sui rischi di cybersicurezza associati a Claude Mythos Preview, l’ultimo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic. La notizia è stata riportata per la prima volta da Bloomberg giovedì sera. All’incontro hanno partecipato i ceo di Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Wells Fargo. Jamie Dimon di JPMorgan Chase era stato invitato ma non ha potuto prendere parte alla riunione. Gli inviti sono stati inviati mentre la maggior parte dei banchieri si trovava già a Washington per partecipare agli incontri di un gruppo di lobbying bancario, rendendo possibile la convocazione con breve preavviso. Secondo una delle fonti sentite da Reuters, l’obiettivo dell’incontro era garantire che le istituzioni finanziarie fossero consapevoli dei rischi posti da Mythos e da modelli analoghi e stessero adottando misure concrete per proteggere i propri sistemi. Goldman Sachs, Wells Fargo e la Federal Reserve hanno rifiutato di commentare, così come il tesoro. Anthropic, contattata da Borsa&Finanza, ha preferito non commentare.

Perché Mythos spaventa le autorità

Al centro delle preoccupazioni ci sarebbe la capacità di Claude Mythos Preview di identificare vulnerabilità zero-day in sistemi software critici a una velocità e con una profondità senza precedenti. Nelle settimane precedenti al lancio, il modello ha individuato migliaia di falle, molte delle quali critiche. Tra i casi più significativi, un bug di 27 anni in OpenBSD, sistema operativo storicamente apprezzato per la sua robustezza in materia di sicurezza, e una vulnerabilità di 16 anni presente in una singola riga di codice di un software video ampiamente diffuso, non rilevata da strumenti di testing automatizzati nonostante cinque milioni di analisi. Anthropic stessa ha dichiarato che il modello è in grado di identificare e sfruttare falle in tutti i principali sistemi operativi e in tutti i principali browser web. È proprio l’ampiezza di questa capacità, potenzialmente accessibile ad attori non autorizzati, a giustificare l’allarme delle autorità di regolamentazione. La scorsa settimana, Anthropic aveva già comunicato di essere in dialogo con funzionari del governo statunitense riguardo alle capacità sia offensive sia difensive del modello, e una terza fonte ha confermato che la società aveva informato preventivamente alti funzionari governativi e principali stakeholder del settore prima del rilascio.

 

Project Glasswing: la risposta difensiva di Anthropic

La posizione ufficiale di Anthropic presenta Mythos Preview non come una minaccia, ma come uno strumento per rafforzare la sicurezza informatica globale. La società ha annunciato Project Glasswing, un’iniziativa che riunisce Amazon, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, la Linux Foundation, Microsoft e Palo Alto Networks con l’obiettivo di individuare e correggere vulnerabilità nei software più rilevanti a livello mondiale. L’accesso al modello è stato limitato a circa 40 organizzazioni che sviluppano o gestiscono infrastrutture software critiche, con l’indicazione esplicita che i partner condivideranno quanto appreso affinché l’intero settore possa beneficiarne. Anthropic ha definito questo lancio selezionato, tra l’altro il primo nella storia dell’azienda, come una scelta motivata proprio dalla consapevolezza che le stesse capacità potrebbero, in futuro, diffondersi anche oltre attori impegnati a utilizzarle in modo responsabile. La società ha inoltre sottolineato che la protezione delle infrastrutture critiche rappresenta una priorità di sicurezza nazionale per i Paesi democratici e che l’emergere di queste capacità rafforza la necessità per gli Stati Uniti e i loro alleati di mantenere una posizione di leadership nella tecnologia AI.

 

Chip proprietari: Anthropic valuta l’indipendenza hardware

In parallelo alle questioni di sicurezza, Reuters riporta in esclusiva che Anthropic starebbe valutando la possibilità di progettare chip proprietari per l’intelligenza artificiale. Tre fonti hanno confermato l’esistenza di discussioni interne in tal senso, precisando che i piani sono ancora in fase preliminare: l’azienda non ha costituito un team dedicato né ha definito un design specifico, e potrebbe decidere di continuare ad acquistare chip sul mercato senza svilupparne di propri. Un portavoce di Anthropic si è rifiutato di commentare. La riflessione si inserisce in un contesto di carenza strutturale di semiconduttori che interessa l’intero settore dell’AI, e rispecchia percorsi analoghi già intrapresi da Meta e OpenAI. Attualmente Anthropic utilizza unità di elaborazione tensoriale progettate da Google e chip di Amazon per sviluppare e gestire i propri sistemi. Questa settimana la società ha siglato un accordo pluriennale con Google e Broadcom, che contribuisce alla progettazione delle TPU,  nell’ambito di un impegno complessivo da 50 miliardi di dollari per il rafforzamento delle infrastrutture informatiche statunitensi. 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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