Questa settimana i titoli di Stato USA decennali hanno visto scendere il loro rendimento al di sotto del 4% per la prima volta da ottobre 2024. Gli investitori si sono riversati sui Treasury cercando rifugio nel pieno della tempesta finanziaria scatenata dai dazi americani. Il mercato è preocupato dall’eventualità che la guerra commerciale in atto tra gli Stati Uniti e le nazioni di quasi tutto il mondo finisca per portare gli USA in recessione. Come conseguenza si allontana dalle attività più rischiose come le azioni per cercare riparo nel reddito fisso. I dazi potrebbero creare molta volatilità anche in futuro, in quanto rischiano di rimettere in moto l’inflazione e spingere la Federal Reserve a tenere alti i tassi di interesse. Ciò si rifletterebbe in maniera negativa sui prezzi dei titoli di Stato, legati da un rapporto inverso con i rendimenti.
“I trader obbligazionari cercheranno di valutare chi batterà le palpebre per primo, sarà la Fed o il presidente Trump? Se entrambi si atterranno alla loro posizione attuale, ogni asta del Tesoro sarà una mina e gli investitori avranno paura di investire”, ha affermato Mark Cranfield, strategist di Bloomberg. Anche il collega Simon White avverte del pericolo di puntare sui Treasury Bond americani. “Con il mondo sull’orlo di uno shock di crescita, a meno che i dazi non vengano materialmente attenuati, il mercato dei Treasury potrebbe fungere da bene rifugio. Ma le regole standard della finanza internazionale sono in procinto di essere stravolte. I Treasury e il dollaro non sono più gli strumenti privi di rischio di una volta”, ha detto.
Il dollaro USA è un’altra variabile da tenere in considerazione quando si acquistano obbligazioni statunitensi. La paura di una recessione sta allontanando gli investitori dal biglietto verde. Un indebolimento valutario renderebbe l’investimento nei titoli di Stato americani da parte degli operatori esteri meno redditizio per l’effetto cambio.
Titoli di Stato: gli investitori vedono alternative a Treasury
Sul mercato obbligazionario, ci sono due asset che in questo momento presentano rendimenti allettanti e che, secondo gli economisti, potrebbero costituire una valida alternativa ai Treasury USA decennali. Si tratta dei Bund tedeschi che, nel momento in cui si scrive, rendono circa il 2,62%, e dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni, il cui rendimento si aggira intorno all’1,27%. Il divario di rendimento rispetto ai titoli USA è ancora marcato, ma se la Fed iniziasse a tagliare i tassi per contrastare l’arrivo di una recessione, tale differenza potrebbe assottigliarsi.
La Germania è in procinto di sbloccare fino a 1.000 miliardi di euro per la difesa e le infrastrutture, il che significa aumentare il deficit con l’emissione di titoli di Stato. L’incremento dell’offerta potrebbe far scendere i prezzi e aumentare i rendimenti. Quanto al Giappone, la Banca centrale probabilmente continuerà ad alzare i tassi di interesse dopo un decennio di rendimenti ultra bassi. Ciò causerebbe una risalita dei rendimenti delle obbligazioni nipponiche, che, a quel punto, diventerebbero più attraenti per gli investitori nazionali. “I rendimenti più elevati in Europa e Giappone soddisferanno impulsi di investimento più nazionalistici”, ha affermato Mark Howard, analista multi-strategico senior di Bnp Paribas. A giudizio di Chitrang Purani, gestore di portafoglio di Capital Group Inc., “se stiamo entrando in una fase di ulteriore deglobalizzazione a lungo termine, questo può essere un fattore che influisce sull’equilibrio tra domanda e offerta per i Treasury a più lunga scadenza”.
In definitiva, le prossime aste dei titoli di Stato tedeschi e giapponesi potrebbero essere particolarmente interessanti sotto il profilo dei rendimenti. Quindi, insistere a puntare sui Treasury USA, tenuto conto dell’elevata volatilità derivante dall’incertezza sull’economia americana e della debolezza persistente del dollaro, rischia di rivelarsi un errore.









