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Titoli di Stato: PIMCO preferisce i Gilt ai Treasury USA, ecco perché

Titoli di Stato: PIMCO preferisce i Gilt ai Treasury USA, ecco perché

PIMCO abbandona i Treasury Bond americani e punta sui Gilt britannici nel mercato dei titoli di Stato. Secondo quanto ha dichiarato Andrew Balls, direttore degli investimenti per il reddito fisso globale del gigante dei fondi obbligazionari, la società da 1.900 miliardi di dollari di asset in gestione ha ridotto l’esposizione ai titoli di Stato americani negli ultimi tempi, mentre ha innalzato la quota nei bond del Regno Unito.

Il motivo sta nella politica monetaria delle Banche centrali. PIMCO ritiene che la Federal Reserve finirà per tagliare i tassi di interesse più tardi rispetto alla Bank of England, in quanto negli Stati Uniti la crescita economica è più forte e contribuisce meno ad allentare le pressioni sui prezzi. “La Fed taglierà i tassi più lentamente di quanto scontato dal mercato, mentre al di fuori degli Stati Uniti c’è il rischio che le Banche centrali riducano il costo del denaro più di quanto atteso” ha dichiarato Balls.

Nelle ultime due letture l’inflazione americana è stata superiore alle stime degli analisti e ora si posiziona al 3,2% su base annua. Un livello, questo, ancora distante dall’obiettivo di lungo periodo della Fed al 2%. L’istituto guidato da Jerome Powell, però, nella riunione del 19-20 marzo ha ribadito l’intenzione della Banca centrale di effettuare tre riduzioni dei tassi di interesse di un quarto di punto ciascuna. Tuttavia, Balls vede “rischi di un’attività economica più forte e un’inflazione ostica”. A tutto ciò si aggiunge anche la questione del deficit di bilancio degli Stati Uniti. Secondo le stime del Congressional Budget Office, l’indebitamento dovrebbe aumentare di oltre il 60% a 2.600 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Questo comporta, secondo PIMCO, un rialzo dei rendimenti dei Treasury Bond a lunga scadenza e quindi un calo dei prezzi dei titoli quotati.

Viceversa, in Gran Bretagna ci sarebbero le condizioni per una contrazione dei rendimenti. La scorsa settimana la BoE ha tenuto i tassi fermi al 5,25% per la quinta volta consecutiva, ma il messaggio che ha trasmesso al mercato è stato sorprendentemente accomodante. Il governatore Andrew Bailey ha riferito di essere sempre più fiducioso riguardo l’inflazione che si dirige verso l’obiettivo di lungo termine. Di conseguenza gli investitori possono attendersi diversi tagli dei tassi quest’anno.

Un altro elemento che verte a favore dei Gilt, a giudizio di Balls, riguarda l’offerta di debito, che non dovrebbe essere esagerata prima delle elezioni generali. “Penso che entrambe le parti politiche attueranno una politica fiscale molto simile e tendiamo ad aspettarci che il Regno Unito sia molto ortodosso in termini di politica fiscale”, ha detto.

 

Titoli di Stato: il mercato monetario punta sulla BoE

Le considerazioni di PIMCO trovano supporto in quanto sta accadendo nei mercati monetari, dove i trader stanno puntando sul fatto che la BoE batta sul tempo la Fed nel taglio dei tassi. Dai contratti in essere degli swap risulta che la probabilità di un allentamento nella prossima riunione sia del 20% per la Banca centrale britannica e meno del 10% con riferimento alla Fed. Si tratta di una vera inversione rispetto a qualche tempo fa, quando si pensava che la BoE sarebbe stata molto più rigida in tema di politica monetaria con l’inflazione britannica che faceva fatica ad abbassarsi.

Secondo Jamie Searle, strategist di Citigroup, dai commenti di Bailey della scorsa settimana sembra che “maggio sia un momento ragionevole per tagliare i tassi”. Non è dello stesso avviso, invece, Francis Diamond, strategist di JPMorgan Chase, secondo cui un allentamento a maggio è molto improbabile vista “la scarsità di dati economici prima della prossima riunione della BoE”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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