Wall Street: Morgan Stanley, S&P a 3.000 punti entro prima metà del 2023 - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Wall Street: Morgan Stanley, S&P a 3.000 punti entro prima metà del 2023

Wall Street: Morgan Stanley, S&P a 3.000 punti entro la prima metà del 2023

Morgan Stanley si allinea alla schiera delle grandi banche d’affari pessimiste sulle azioni USA a Wall Street, prevedendo un crollo del 26% nella prima metà del 2023. Secondo gli strategist dell’istituto finanziario statunitense, l’economia a stelle e strisce potrebbe anche evitare una recessione in base ai dati macroeconomici rilasciati ultimamente, tuttavia il forte rally delle azioni quest’anno ha reso le azioni stesse “le più costose dal 2007 se rapportate alla misura del premio al rischio”.

Tutto ciò, secondo la banca, è avvalorato dal fatto che la Federal Reserve è ancora lontana dal mettere fine alla sua politica monetaria restrittiva, con i tassi che rimangono più alti su tutta la curva e le aspettative degli utili che sono più alte dal 10% al 20%. Michael Wilson, stratega numero uno di Morgan Stanley, ora vede l’S&P 500 precipitare fino a 3.000 punti, il che comporta un calo del 26% rispetto all’ultima chiusura di Wall Street. “Questo è molto fuori dal consensus, soprattutto perché investitori istituzionali e retail attivi sono più rialzisti rispetto a prima”, ha affermato l’esperto.

 

Wall Street: tra le banche USA prevale il pessimismo

Le azioni USA hanno vissuto un annus horribilis nel 2022, da quando la Fed ha cominciato ad alzare i tassi d’interesse per frenare l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni. Nell’ultimo trimestre però le quotazioni hanno cominciato a invertire, sostenute dai segnali che il carovita negli Stati Uniti si stesse raffreddando. Ciò ha alimentato la speranza che la Fed attenuasse la pressione sui tassi, come del resto poi è stato, dal momento che il costo del denaro è passato da quattro strette consecutive di 75 punti base a prima un aumento di 0,50 punti percentuali e poi un rialzo dello 0,25%.

Gli ultimissimi dati sull’inflazione e sul mercato del lavoro non sono stati però esaltanti e subito dopo sono arrivati commenti da parte di importanti esponenti della Fed che hanno sostenuto la possibilità che dalla prossima riunione della Banca Centrale i tassi aumentino nuovamente dello 0,5%. A causa di tutto ciò Wall Street ha perso slancio e in questo frangente prevalgono le vendite, rinforzando il pessimismo degli analisti. In questi giorni, oltre Morgan Stanley, altre banche d’investimento si sono espresse in termini negativi sul futuro della Borsa americana. JP Morgan ritiene che il rally azionario svanirà presto a causa dei segnali provenienti dalla curva dei rendimenti fortemente invertita e delle restrizioni monetarie. Mentre Bank of America stima l’S&P 500 a 3.800 punti entro l’8 marzo, ossia circa il 7% in meno rispetto ai livelli in cui si trova adesso.S

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *