Wall Street: ecco il rischio che investitori ignorano su azioni
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Wall Street: ecco il rischio che investitori ignorano su azioni

Wall Street: sulle azioni pesa un rischio che gli investitori ignorano

Gli investitori di Wall Street stanno sottovalutando un aspetto molto importante nella politica della Federal Reserve: il quantitative tightening (QT). A sostenerlo sono gli analisti di Morgan Stanley, secondo cui tutti quanti sono concentrati sui rialzi dei tassi d’interesse dell’istituto centrale, ma non tengono conto del drenaggio di liquidità che deriva dalla restrizione monetaria. Gli esperti ritengono il QT come l’elefante nella stanza che potrà portare l’indice S&P 500 a un calo del 15% entro marzo. “Il quantitative easing (QE) ha contato sulla salita, e il QT ha contato sulla strada verso il basso, ma il danno non è ancora finito”, ha scritto il team di Morgan Stanley.

La banca d’affari americana sottolinea come la Fed stia riducendo la liquidità di 95 milioni di dollari al mese, mentre il Tesoro prevede l’aumento del suo saldo di cassa di 200 miliardi di dollari entro fine anno. Tutto ciò equivarrebbe a “una compressione della liquidità che da sola comporta un calo dell’8% dell’S&P 500 entro fine dicembre”, sostengono dall’istituto finanziario.

 

Wall Street: ecco come incide il quantitative tightening della Fed

Nel modello di liquidità di Morgan Stanley, vengono tenuti in considerazione tre input per monitorare i flussi di denaro nel sistema finanziario: i cambiamenti nel bilancio della Fed, il denaro tenuto dal Tesoro presso la Banca Centrale e i contanti parcheggiati presso l’istituto centrale dai fondi del mercato monetario. Un aumento del bilancio della Fed comporta un’espansione della liquidità che solitamente ha un effetto benefico per le azioni, mentre l’incremento degli altri due fattori implica una contrazione della stessa con ripercussioni negativi per Wall Street.

Considerati tutti i fattori, Morgan Stanley ha scoperto che la misura della liquidità e l’S&P 500 hanno avuto uno stretto legame negli ultimi 10 anni, con una correlazione del 70% negli ultimi sei mesi. La banca d’affari ritiene che, una volta che il bilancio e l’eccesso di liquidità derivanti dal QE giungeranno a una normalizzazione, tale correlazione verrà meno. Ma per il momento è bene “non ignorare il rischio di assottigliamento della liquidità”.

 

Le opinioni degli altri analisti

Non tutti sono d’accordo con l’effetto liquidità sulle azioni a Wall Street enunciato da Morgan Stanley. Questa estate Savita Sunramanian, strategist di Bank of America, ha stimato un impatto del 50% del QE sulla variazione del price/earnings dell’S&P 500 dal 2010, mentre il QT avrebbe influito per il 7% a parità di condizioni. Invece, Doug Ramsey, Chief Investment Officer di Leuthold Group, ritiene che la politica restrittiva della Fed stia peggiorando una crisi di liquidità in un momento in cui l’economia è in espansione. Ramsey osserva che “non ci sono più abbastanza soldi per sostenere le azioni, che sono ancora lontane dall’essere a buon mercato”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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