Banche USA: inizia la stagione delle trimestrali, ecco cosa aspettarsi
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Banche USA: inizia la stagione delle trimestrali, ecco cosa aspettarsi

Banche USA: inizia la stagione delle trimestrali, ecco cosa aspettarsi

Questa settimana vi sarà grande attesa per le banche USA, con l’inizio della stagione delle trimestrali. Ad aprire la serie della pubblicazione dei dati saranno JP Morgan e Morgan Stanley nella giornata di giovedì 14 luglio, seguite da Citigroup venerdì 15 luglio. Mentre all’inizio della prossima settimana sarà il turno di Bank of America e Goldman Sachs. 

Sarà molto importante cercare di capire quale sarà stato l’impatto dell’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve sui conti delle aziende finanziarie. La Banca Centrale americana ha alzato il costo del denaro per tre volte quest’anno: la prima a marzo dello 0,25%, la seconda a maggio dello 0,5% e la terza a giugno di 0,75 punti percentuali. Questo con ogni probabilità ha fatto crescere il margine d’interesse delle banche USA, in quanto queste aumentano il tasso su mutui e finanziamenti concessi più rapidamente rispetto a quanto fanno con il tasso riconosciuto ai depositi. 

Tuttavia, Wall Street presterà estrema attenzione alla guidance delle società in rapporto alle prospettive di recessione. L’inflazione elevata negli Stati Uniti imporrà una Fed ancora molto aggressiva sui tassi fino alla fine dell’anno in corso e per gran parte del 2023. Ciò implica che l’economia americana potrà risentire di una forte flessione che va a colpire le aziende e le famiglie, quindi inevitabilmente il sistema finanziario che le sostiene. Recentemente la gran parte delle banche USA sono uscite egregiamente dagli stress test della Fed, mostrando una robusta struttura finanziaria e patrimoniale che ha spinto alcune ad aumentare i dividendi. Tuttavia, l’arrivo di una recessione potrebbe incrementare la presenza delle attività in sofferenza nei bilanci degli istituti finanziari, alterando gli indici di sostenibilità. 

 

Banche USA: cosa prevedono gli analisti

Una recessione significa anche che l’attività di investment banking potrebbe subire un forte rallentamento, in particolare nelle operazioni come le IPO. Secondo le stime degli analisti, quest’anno ci sarà un calo del 40% in media delle commissioni di investment banking per JP Morgan, BofA, Citi, Goldman Sachs e Morgan Stanley. E inoltre, i ricavi complessivi di queste banche sono previsti in discesa del 4,6%. In parte però questi cali potrebbero essere compensati da un aumento dell’attività di trading per effetto della volatilità, a giudizio di Christian Bolu, analista bancario di Autonomous Research.

Una contrazione dell’economia pone però il problema di quanto tempo il sistema può reggere. “È bello vedere un buon trimestre di crescita dei prestiti e buoni indicatori, ma la domanda è: per quanto tempo ancora può persistere tale situazione se ci stiamo effettivamente dirigendo verso una recessione?” ha detto Jeff Harte, analista di ricerca presso Piper Sandler.

Mike Mayo, analista bancario di Wells Fargo, sottolinea come negli ultimi dieci anni il sistema bancario sia stato messo fortemente sotto pressione per effetto dei tassi praticamente a zero, ma ora esso tornerà a beneficiare di un contesto di tassi più normale. L’esperto prevede una crescita del reddito da interessi netti per i prossimi due anni che sarà la più alta dal 1980, in quanto la Fed continuerà a stringere sul costo del denaro per arrestare la corsa dell’inflazione.

 

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