Debito russo in default: 6 domande e risposte - Borsa e Finanza

Debito russo in default: 6 domande e risposte

Debito russo in default: 6 domande e risposte

Uno dei temi che maggiormente attirano l’attenzione degli investitori in questo momento è il possibile default del debito russo, come conseguenza delle sanzioni occidentali comminate al Paese nell’ambito della guerra Russia-Ucraina. Finora la maggior parte dei creditori è stata rimborsata, ma in rubli e non nella valuta di emissione delle obbligazioni. 

Alcune cedole in scadenza a investitori stranieri non sono state pagate, per un totale di 29 miliardi di dollari. E Vladimir Putin ha emanato un decreto con il quale consente al fondo sovrano di acquistare titoli di Stato per coprire gli enormi buchi finanziari della Nazione che ormai versa in una condizione disperata. Ma vediamo di saperne di più sul possibile default russo, rispondendo alle seguenti domande.

 

Cosa stabilisce la legge russa?

Il 5 marzo 2022 il Premier russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che stabilisce che i creditori del debito pubblico russo facenti parte di Paesi che hanno imposto sanzioni e che quindi risultano ostili alla Russia possono essere pagati solo per gli interessi ed esclusivamente in rubli. L’elenco comprende più di 50 giurisdizioni e include, oltre gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Gran Bretagna, anche Giappone, Australia e Svizzera. I creditori dei Paesi non considerati ostili possono ricevere rimborsi in valuta estera attraverso un permesso speciale.

 

La Russia può pagare obbligazioni in valuta diversa?

La situazione è controversa. Ci sono alcuni eurobond che hanno delle clausole che stabiliscono la possibilità di rimborso in valuta diversa se le modifiche legislative rendono difficile farlo in modo diverso. In questo caso però occorre un accordo tra debitore e prestatore. Alcuni contratti hanno l’opzione di fallback, ossia la possibilità del mutuatario di pagare in altre valute e in alcuni casi in rubli. 

Secondo alcuni legali un emittente non può pagare bond governativi espressi in dollari o euro con altre monete più deboli, altrimenti la comunità finanziaria sarebbe invasa di bolivar venezuelani e pesos argentini. Gli emittenti inoltre hanno la responsabilità di trattare gli obbligazionisti “pari passu”, ossia in maniera equa senza discriminazioni su uno stesso titolo.

 

Qual è la posizione delle agenzie di rating?

Per gli analisti di S&P Global Ratings, se la Russia paga in una valuta diversa da quella concordata, l’agenzia di rating considera questo pagamento un default. Lo stesso vale se la cosa dovesse essere accettata dal creditore ma costui riceve un pagamento inferiore rispetto a quanto di spettanza. Tutte le principali società di rating hanno declassato il debito russo e Fitch Ratings ha riferito che l’insolvenza della Russia è ormai una cosa imminente.

 

Cosa potrebbero fare gli investitori?

Probabilmente ben poco, visto il clima che si è creato tra la Russia e i Paesi considerati ostili. Per far rispettare gli accordi con l’emittente, i creditori potrebbero tentare la strada legale attraverso i tribunali russi, ma in questo momento è pressoché impossibile accedervi. Forse il caso potrebbe essere ripresentato quando le ostilità saranno terminate, avendo la pazienza magari di aspettare anni. 

Le prossime cedole che sono in scadenza il 16 marzo sono regolate dalla legge inglese, quindi i detentori potrebbero provare a citare in giudizio la Russia nei tribunali britannici, senza avere alcuna garanzia che la cosa possa vedere risvolti positivi in tempi di guerra.

 

Cosa succede con i CDS?

I credit default swap che assicurano dal mancato pagamento del debito russo non è detto che siano una garanzia effettiva con le sanzioni di mezzo e il blocco dei pagamenti. E’ possibile quindi che alla fine il creditore che si è assicurato finisca per non avere il rimborso di quanto di diritto gli spetta. In quel caso sarà il Comitato di determinazione composto dai rappresentanti delle grandi banche e dei gestori patrimoniali attivi nel mercato dei credit default swap a decidere il modus operandi, con il rischio che si arrivi a problematiche di conflitto d’interessi.

 

Ci sono precedenti di default?

Per i debiti in valuta straniera questa sarebbe la prima volta da quando i bolscevichi si rifiutarono di riconoscere i debiti dello zar più di un secolo fa. Nel 1998 la Russia non rimborsò alcuni titoli del Tesoro per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari, ma non riguardavano obbligazioni espresse in moneta diversa dal rublo.

 

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