EUR/USD: per gli strateghi di Wall Street il rally è solo all'inizio - Borsa&Finanza

EUR/USD: per gli strateghi di Wall Street il rally è solo all’inizio

EUR/USD: per gli strateghi di Wall Street il rally è solo all'inizio

Lo scenario dell’EUR/USD è profondamente cambiato in questo 2023 rispetto allo scorso anno. Adesso gli strateghi di Wall Street si aspettano una corsa della moneta unica, a scapito del biglietto verde, proprio perché si sono invertite le ragioni per cui gli investitori ricorrevano al dollaro scaricando euro. Nel 2022 la crisi energetica aggravata dalla guerra Russia-Ucraina, l’interruzione della catena di approvvigionamento dovuta alle chiusure Covid-19 della Cina e soprattutto una Fed più aggressiva sui tassi rispetto alla BCE avevano portato l’EUR/USD al di sotto della parità.

Adesso, l’inverno più mite del previsto ha scongiurato lo scenario più catastrofico dal punto di vista energetico; la riapertura della Cina fa sentire meno la supply shortage; mentre, secondo le indicazioni dei mercati monetari, l’Eurotower ha in previsione una stretta sui tassi ancora di 150 punti base per il 2023, mentre la Fed dovrebbe estendere il rialzo fino a 50 punti base.

Su quest’ultimo aspetto è importante precisare che saranno i dati sull’inflazione a determinare l’intensità delle azioni delle rispettive Banche centrali. Ancora in Europa il carovita è oltre quattro volte il target della BCE, mentre negli USA si sta avvicinando all’obiettivo della Fed con maggiore convinzione. Questo supporta la tesi che l’istituto guidato da Christine Lagarde sarà più aggressivo quest’anno rispetto alla Federal Reserve.

 

EUR/USD: ecco le previsioni degli opinionisti

Gli strateghi di Wall Street, dicevamo, ora confidano nel fatto che l’EUR/USD possa continuare a salire energicamente nei prossimi mesi. Deutsche Bank e Morgan Stanley vedono il Fiber a 1,15 rispetto agli 1,072 attuali; mentre Nomura prevede un incremento del cambio a 1,10 entro la fine di gennaio. Per George Saravelos, capo della ricerca sui cambi presso Deutsche Bank, “due fattori chiave dell’attrattiva del dollaro come rifugio sicuro, ovvero lo shock energetico dell’Europa e la politica zero Covid della Cina, si sono trasformati. In definitiva, un pivot della Fed è l’ultimo anello mancante”. L’esperto ritiene che la Cina sia in particolare un vento favorevole per l’euro, perché quest’ultima è una valuta pro-ciclica e “i punti di svolta nell’ultimo decennio hanno coinciso con una svolta nel ciclo di crescita esterna”.

A giudizio di Gareth Gettinby, gestore di portafoglio di Aegon Asset Management, “i rischi al ribasso per l’euro stanno diminuendo con prezzi del gas più bassi. Le sorprese economiche europee continuano a rafforzarsi, mentre negli Stati Uniti sono in calo”. Dello stesso avviso risulta essere Steve Englander, capo della ricerca globale G-10 FX presso Standard Chartered, che in una nota questa settimana ha osservato come l’euro sia scambiato all’interno del suo intervallo di fine dicembre, ma “i dati in arrivo dall’inizio del 2023 suggeriscono che la moneta unica dovrebbe essere più forte”. L’esperto ha aggiunto che “sia l’inflazione core dell’area dell’euro che le sorprese economiche hanno continuato a rafforzarsi, rendendo più facile per la Banca Centrale Europea mantenere un tono da falco”. Inoltre, a suo avviso, “le preoccupazioni energetiche che si profilavano come un euro negativo a metà del 2022 stanno iniziando a diminuire”.

Ancora tuttavia c’è chi esprime una certa cautela, sulle preoccupazioni che l’esacerbarsi della guerra Russia-Ucraina e i prezzi persistentemente alti dell’energia possano indebolire l’euro, mentre un’inflazione ancora forte negli USA potrà innescare una nuova sortita rialzista da parte del dollaro. Gli strategist di JP Morgan sono tra quelli che mantengono ancora la prudenza, sebbene abbiano cambiato la posizione sull’EUR/USD da ribassista a neutrale per la prima volta da mesi, in quanto sostengono che la Banca Centrale Europea più aggressiva sosterrà la moneta unica.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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