Eurostat: come vanno i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese

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L’Eurostat ha pubblicato i conti del settore non finanziario nel quarto trimestre del 2025, mostrando come sono cambiati i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese europee negli ultimi tre mesi dell’anno passato. Il tasso di risparmio delle famiglie è il dato più significativo: la percentuale complessiva nell’eurozona scende al 14,4%. Prima ancora del forte impatto della guerra in Iran, cittadine e cittadini della zona euro hanno cominciato ad usare i risparmi per aumentare i consumi.

Il tasso di risparmio è calato al 14,4% rispetto al 14,8% del terzo trimestre. L’ufficio statistico dell’Ue spiega la flessione con un aumento dei consumi (+1,2%) avvenuto ad un ritmo più rapido rispetto alla crescita del reddito disponibile lordo, fermo al +0,8%. Le famiglie europee privilegiano quindi la spesa corrente, a fronte di un indice del costo della vita che a marzo 2026 è arrivato al 2,5% con un +0,6% rispetto a febbraio.

 

In questo articolo:

 

  • Il risparmio delle famiglie cala per alimentare i consumi
  • Gli investimenti delle imprese scendono, ma la redditività è solida
  • Oltre i dati Eurostat del quarto trimestre 2025: tensioni e rischi futuri

 

Il risparmio delle famiglie cala per alimentare i consumi

I dati Eurostat dell’ultimo trimestre del 2025 rivelano anche che il tasso di investimento delle famiglie è costante, in leggera crescita dall’8,7 all’8,8%. La spesa in questo caso è dovuta soprattutto all’acquisto e alla ristrutturazione delle abitazioni: il mercato immobiliare europeo, infatti, è ripartito con un aumento dei prezzi (+5,1% nell’area euro, +5,5% nell’Unione europea) e dei canoni di locazione (+3,2%), con performance in doppia cifra registrate in Spagna (+12,9%).

Tra gli Stati membri dell’Ue, un solo Paese ha registrato un calo annuo dei prezzi delle abitazioni nel quarto trimestre del 2025: la Finlandia con il -3,1%. Gli aumenti più elevati sono stati registrati in Ungheria (+21,2%), Portogallo (+18,9%) e Croazia (+16,1%). In Italia i prezzi sono aumentati del +4,1% su base annua, con un +5,2% nel segmento delle case esistenti e un calo del -1,2% in quello delle nuove abitazioni.

 

Gli investimenti delle imprese scendono, ma la redditività è solida

A differenza di quello delle famiglie, il tasso di investimento delle imprese nell’eurozona è sceso al 21,4% dal 21,9% del terzo trimestre del 2025: è il livello più basso degli ultimi dieci anni. Una prudenza che l’Eurostat motiva con una contrazione dell’1,7% degli investimenti fissi lordi, nonostante il valore aggiunto lordo sia aumentato dello 0,8%. Tuttavia, la redditività delle aziende europee resta solida.

La quota degli utili delle imprese nel quarto trimestre del 2025 è stabile al 39,5%. A questo livello era arrivata nel terzo e nel primo trimestre dell’anno, mentre nel secondo era calata al 39,3%. La motivazione della continuità è rintracciata dall’ufficio statistico nel bilanciamento tra l’aumento dei redditi da lavoro dipendente (i costi del personale tra salari e contributi a carico dei datori di lavoro) e la crescita del valore aggiunto lordo, entrambi al +0,8%.

 

Oltre i dati Eurostat del quarto trimestre 2025: tensioni e rischi futuri

Nel suo bollettino, l’Eurostat specifica che gli indicatori su risparmio delle famiglie e investimenti delle imprese si inseriscono in un contesto di forte incertezza geopolitica ed economica, legato in particolare ai prezzi dell’energia. Nonostante la tregua di due settimane in Iran e l’avvio dei negoziati a Islamabad, gli aumenti di petrolio e gas hanno trainato l’inflazione nell’eurozona: le stime preliminari di marzo prevedono un balzo dall’1,9 al 2,5%.

In Italia il Codacons ha stimato che la guerra in Iran potrebbe costare ad ogni famiglia tra i 614 e gli 818 euro all’anno. Gli aumenti impattano tutti i beni e servizi: in media, da 210 a 380 euro in più per le bollette di luce e gas, 180 euro per i trasporti, 165 euro per benzina e diesel, 83 euro per gli alimentari. Solo per l’acquisto di cibi e bevande, si prevede che i rincari arriveranno complessivamente a +1,65 miliardi di euro.

“Anche se una pace duratura arrivasse domani, non torneremo comunque alla normalità nel prossimo futuro”, ha dichiarato il commissario europeo all’energia Dan Jørgensen al Financial Times. A conferma che la tregua tra Stati Uniti e Israele e Iran è una scommessa scritta sulla sabbia, che difficilmente le quotazioni del petrolio torneranno subito a livelli pre-bellici e che la crescita potrebbe essere inferiore dello 0,4-0,6% se la perturbazione economica sarà più lunga di quanto previsto, come ha detto il commissario Ue all’economia Valdis Dombrovskis in audizione alla commissione affari economici dell’Europarlamento.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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