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Goldman Sachs: ecco le tendenze secolari contro i rischi geopolitici

Un mappamondo molto piccolo, in vetro, tenuto nel palmo di una mano - fotografia di Fernando C. Ferdo

Difendersi da uno scenario geopolitico che diventa sempre più instabile si può. Secondo Ashish Shah, direttore degli investimenti Public investing di Goldman Sachs AM bisogna affidarsi alle tendenze secolari. Lo sviluppo di alcune di queste tendenze è il risultato – o viene accelerato – dall’aumento dell’instabilità. “I rischi geopolitici negli ultimi anni sono arrivati da dove meno erano attesi” ha spiegato Shah nel corso di una presentazione dell’asset manager statunitense. Coadiuvato da Alexandra Wilson-Elizondo, managing director Multi-Asset Solutions e da Michael Bruun, global co-head of Private Equity, Shah ha illustrato l’outlook di Goldman Sachs.

 

Come proteggersi dai rischi geopolitici

Per ridurre i rischi degli investimenti legati agli eventi geopolitici, anzi in alcuni casi per beneficiarne, secondo Shah bisogna guardare ai tre grandi tendenze secolari di lungo termine:

 

  1. Diversificazione delle catene di fornitura: le aziende sono alla ricerca di altri luoghi di produzione che non siano la Cina. A essere favoriti potrebbero essere paesi come l’India e il Giappone, due poli tecnologici importanti;
  2. Sostenibilità: individui, nazioni e imprese stanno riducendo la loro esposizione ai combustibili fossili. C’è un investimento continuo nella catena del valore delle energie alternative;
  3. Sicurezza, intesa non solo in senso cibernetico. Investire in sicurezza diventerà sempre più fondamentale, in tutte le sue forme. Inoltre, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, si creeranno nuove opportunità per i malfattori e quindi sarà necessario un investimento crescente in difese cibernetiche.

 

Temi che anche Alexandra Wilson-Elizondo ha trattato nella sua esposizione, in special modo per quanto concerne la diversificazione geografica: “Da una prospettiva regionale – ha spiegato – siamo concentrati su nazioni che presentano dei vantaggi competitivi, come l’India e il Giappone. In particolare l’India ha un’economia diversificata e beneficia di una crescita resiliente e di alcune forti tendenze geografiche e demografiche. Ci aspettiamo che sempre più aziende indiane diventino importanti partner produttivi di aziende globali, soprattutto nei settori dell’acciaio, del farmaceutico o dell’auto”.

Sul tema dell’intelligenza artificiale la manager di Goldman Sachs ha sottolineato la necessità di ampliare lo sguardo verso settori di cui per ora non si parla, come l’assistenza sanitaria. “Per noi è uno dei settori da monitorare – ha proseguito – dato il potenziale di trasformazione che deriva dall’intelligenza artificiale: sviluppo di nuovi farmaci, accelerazione della ricerca biologica, nuove tecnologie mediche, assistenza sanitaria digitale ne sono esempi”.

 

L’outlook di Goldman Sachs sui tassi di interesse

I grandi trend secolari rappresentano una base di stabilizzazione dei portafogli ma agli investitori è richiesto un passo in più. “Negli ultimi anni gli investitori si sono dovuti adattare alle turbolenze legate alla pandemia, all’aumento dei rischi geopolitici e all’impennata dell’inflazione. Saranno necessari ulteriori aggiustamenti in un mondo caratterizzato da una maggiore volatilità della crescita, da costi di capitale più elevati e da instabilità geopolitica – ha spiegato Mike Brandmeyer, global co-head e co-chief investment officer of XIG, il gruppo di investimento esterno di Goldman Sachs che gestisce investimenti di grande impatto. “Quest’anno – ha ricordato il manager – stiamo assistendo a un andamento sempre meno sincronizzato delle economie globali mentre il prossimo ci aspetta un importante ciclo elettorale”.

Ashish Shah ha colto il lato positivo dell’introduzione di Brandmeyer affermando che “c’è spazio per essere presenti in molti mercati e aree geografiche che intraprenderanno strategie differenti”. L’attenzione principale, tuttavia, rimarrà sugli USA e in particolare sulla Federal Reserve. Anche in questo caso Shah è partito dalla buona notizia: “L’inasprimento monetario sta iniziando ad avere effetto”. Basterà?

“Ci aspettiamo che l’inflazione continui a decelerare – prosegue Shah -. In alcune regioni inizia a esserci la possibilità di un taglio dei tassi di interesse. Crediamo che si arriveranno prima dove la crescita vacilla. Per alcune aree sarà una sfida”. L’eurozona in questo momento presente lo scenario economico più debole mentre gli Stati Uniti sono apparsi più resilienti. Per questo motivo il manager di Goldman Sachs AM ritiene che la Fed abbia “terminato con il rialzo dei tassi di interesse” ma che “in generale le Banche centrali saranno più riluttanti che in passato a intervenire con un taglio dei tassi di interesse. Stanno appena uscendo dalla dura lotta contro l’inflazione e il loro atteggiamento sarà più reattivo che proattivo”.

 

Nei portafogli di investimento il micro dominerà il macro

La costruzione di portafogli adatti ad affrontare uno scenario di tassi alti più a lungo con un’economia in frenata e rischio di eventi come instabilità finanziaria, problemi di liquidità e tensioni geopolitiche richiede, secondo Alexandra Wildon-Elizondo, un equilibrio bilanciato. “Riteniamo che i mercati azionari pubblici continueranno a essere guidati dalle caratteristiche specifiche delle singole aziende – ha spiegato la managing director -. Il micro dominerà il macro e manterremo l’accento sulla qualità e sulla redditività. Sul fronte obbligazionario i fondamentali delle società IG rimangono straordinariamente solidi con rendimenti compresi tra il 4% e il 6%. Infine, nel credito privato il contesto rimane interessante e riteniamo che gli investitori possano ottenere rendimenti compresi tra l’11% e il 12% per il rischio prime sul dollaro con flussi di cassa garantiti” conclude Wilson-Elizondo.

 

Il grafico mostra le attese di rendimento 2024 di diverse asset class, elaborate da Goldman Sachs
I ritorni attesi 2024 di differenti asset class – Fonte:
Bloomberg, Datastream, Bloomberg-Barclays, ICE-BAML, iBoxx, Goldman Sachs Global Investment Research

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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