Hatheway (Franklin Templeton): il debito pubblico farà salire i tassi d’interesse

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L’aumento del debito pubblico non riguarda più solo i Paesi “cicala”, raccolti in passato nell’acronimo Pigs (Portogallo, Italia, Germania e Spagna). Sotto la lente dei mercati (e delle agenzie di rating) ci sono oggi Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Nonostante ciò, i mercati finanziari hanno conservato una sostanziale stabilità, come osserva Larry Hatheway, global investment strategist di Franklin Templeton, intervistato da Borsa&Finanza: “Nei mercati finanziari non ci sono segni di stress. I rendimenti obbligazionari sono bassi sia in Europa che negli Stati Uniti e solo leggermente più alti rispetto a pochi anni fa”.

Tuttavia, Hatheway è ben consapevole che il panorama economico sta cambiando: “Sappiamo che è in corso una transizione verso una politica fiscale molto espansiva. A un certo punto l’aumento del debito pubblico avrà rilevanza. Si tratterà però più di una questione economica che di pura finanza”.

 

Da debito pubblico a privato e viceversa

Larry Hatheway, il manager di Franklin Templeton intervistato da Borsa&Fnanza in un primo piano
Larry Hatheway, Franklin Templeton

Il punto di vista da economista di Larry Hatheway evidenzia che tutte le nazioni hanno l’esigenza di attirare risparmio sotto forma di capitali, per finanziare il deficit di bilancio e per gli investimenti delle aziende: “Per esempio gli Stati Uniti: per la maggior parte del periodo post-bellico si sono finanziati in parte con i risparmi domestici, ma in modo significativo anche con risparmi provenienti dall’estero, tramite il deficit commerciale e dei conti correnti. L’amministrazione Trump, con le tariffe e le altre barriere al commercio, vuole ridurre almeno in parte la dimensione del deficit. Se avrà successo il flusso di risparmio proveniente dall’estero si ridurrà. Con una riduzione dell’afflusso di risparmi dall’estero, un grande deficit di bilancio da finanziare e un boom degli investimenti, soprattutto legati a IA e nuove tecnologie, dovrà per forza di cose aumentare la richiesta di risparmio agli investitori domestici”.

Quella di Hathway è un’equazione alla quale non si sfugge e che ha una conseguenza: per attirare risparmio, i tassi di interesse reali dovranno aumentare: “Probabilmente assisteremo a un periodo prolungato di tassi d’interesse reali più elevati e a una moderata riduzione della spesa dei consumatori. Beni durevoli, settore immobiliare e altre aree dove i consumatori tipicamente prendono in prestito per sostenere gli acquisti registreranno una contrazione nei prossimi cinque anni”.

 

Curva dei tassi, ecco perché diventa più ripida

Collegato all’andamento dei tassi di interesse reali è l’irripidimento della curva dei rendimenti. “Sui mercati stiamo già assistendo a un aumento della pendenza delle curve dei rendimenti – riprende Hatheway -. Le Banche centrali mantengono bassi i tassi a breve termine, ma quelli a lungo non possono scendere altrettanto”. Prova ne sia quanto accaduto in occasione dell’ultima riunione della Fed. Al taglio dei Fed funds di 25 punti base è seguita una riduzione solo temporanea dei rendimenti obbligazionari. “Il mercato obbligazionario dovrebbe comunque comportarsi bene in questo contesto” rassicura lo strategist di Franklin Templeton, che prosegue: “Per gli investitori in reddito fisso, il beneficio è che i rendimenti reali positivi più elevati permetteranno di proteggere e incrementare il potere d’acquisto nel tempo, meglio ancora di come hanno fatto finora”.

Sull’azionario, invece, sarà sempre più di moda la selettività. Secondo Hatheway alcuni settori soffriranno il trasferimento di capitali in cerca di rendimento verso l’obbligazionario. “Tassi reali più elevati – spiega – comporteranno una minore spesa e un minore consumo che influenzerà, tra le altre cose, la capacità di generare utili delle aziende”. Considerato il livello elevato a cui sono arrivate le valutazioni azionarie, soprattutto negli Usa, lo strategist non esclude una revisione al ribasso dei multipli nell’arco dei prossimi cinque anni.

 

Reddito fisso: come posizionarsi per affrontare uno scenario complesso

Di fronte a un contesto globale di debito elevato e tassi reali in aumento, Hatheway pone l’accento sulla gestione della duration: “Nello scenario attuale è una buona idea spostarsi verso il centro della curva dei rendimenti, sulle scadenze da 5 a 10 anni, per tornare a una posizione più neutra e bilanciare la protezione da eventuali ribassi con le opportunità di rendimento presenti”. A ciò si aggiungono i mercati emergenti. Nei primi nove mesi dell’anno, il credito emergente ha registrato una performance del 7% in hard currency e fino al 12% in valuta locale. “Nel complesso i mercati emergenti appaiono interessanti sia per quanto riguarda il credito sovrano, in dollari o in valuta locale, sia per quanto riguarda il credito corporate. “Con l’indebolimento della moneta Usa – conclude Hatheway – le Banche centrali di questi Paesi possono ridurre i tassi di interesse, mentre le loro monete si possono rafforzare”.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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