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Titoli di Stato UK: la BoE interviene sul mercato per mettere fine alle vendite

Titoli di Stato UK: la BoE interviene sul mercato per mettere fine alle vendite

La Bank of England è scesa in campo per arrestare l’emorragia nel mercato dei titoli di Stato UK. I rendimenti dei Gilt a 10 anni avevano superato il 4,6%, livello che non si vedeva dai tempi della grande crisi del 2008. A quel punto, la Banca Centrale ha annunciato la sospensione delle vendite di bond che sarebbero partite la prossima settimana e l’acquisto da oggi di obbligazioni a lunga scadenza in via temporanea. Nel dettaglio, il ritmo degli acquisti sarà fino a 5 miliardi di sterline al giorno per titoli con una vita residua di almeno 20 anni, a partire dall’asta odierna dalle 16 alle 16,30, con le successive aste nei giorni della settimana tra le 15,15 e le 15,45. L’effetto sul mercato è stato dirompente, con il rendimento dei titoli di Stato decennali crollato di circa 10 punti percentuali a poco più del 4%. Anche i Gilt a 2 anni hanno subito la stessa sorte, con i rendimenti in picchiata del 10% al 4,3%.

Il piano della BoE di iniziare il ciclo di liquidazione dei bond in portafoglio accumulati durante il periodo pandemico, a questo punto sarà rinviato almeno alla fine del mese di ottobre, sebbene l’obiettivo finale di riduzione annuale di 80 miliardi di sterline rimanga invariato. Quanto agli acquisti, questi sono programmati per un paio di settimane, anche se alcuni analisti pensano che ci dovrà essere un prolungamento. “La Banca d’Inghilterra potrebbe aver bisogno di estendere gli acquisti di obbligazioni se la volatilità nel mercato dei Gilt continua”, ha affermato Antoine Bouvet, senior rates strategist di ING.

 

Titoli di Stato UK: i motivi della mossa della BoE

La mossa della BoE si era resa quasi inevitabile, in quanto il mercato dei titoli di Stato UK sembrava impazzito, dopo il lancio del piano di riduzione delle tasse lanciato dal Cancelliere Kwasi Kwarteng. Gli investitori hanno disapprovato il programma giudicandolo pericoloso per il debito pubblico britannico, dal momento che gli imponenti stimoli fiscali verrebbero attuati prendendo denaro a prestito. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha sollevato parecchie critiche invitando il Governo a ripensare ai provvedimenti.

La violenta reazione del mercato ha innescato una presa di posizione importante dell’istituto guidato da Andrew Bailey, che sta proseguendo con una politica sui tassi restrittiva per cercare di frenare l’inflazione. Londra ha messo in rilievo il “rischio per la stabilità finanziaria se le disfunzioni del mercato dovessero continuare o peggiorare”, nella sua dichiarazione di oggi dopo la misura attuata. “Questo porterebbe a un inasprimento ingiustificato delle condizioni di finanziamento e a una riduzione del flusso di credito all’economia reale”, ha precisato la Banca Centrale. Pertanto, “la Banca a partire da oggi inizierà acquisti temporanei di titoli di Stato britannici a lunga scadenza al fine di ripristinare condizioni di mercato ordinate”.

Il Governo britannico ha appoggiato pienamente l’azione della BoE, pur riconoscendone l’indipendenza. Un portavoce di Downing Street ha riferito che l’esecutivo lavorerà a stretto contatto con l’Autorità monetaria per sostenere i suoi obiettivi di stabilità finanziaria e di inflazione.

 

Cosa pensano gli analisti dell’azione della BoE

Dopo l’annuncio della Bank of England, diversi analisti si sono espressi riguardo a quanto sta succedendo sul mercato dei titoli di Stato UK. Bouvet ha affermato che la priorità assoluta doveva essere il corretto funzionamento del mercato dei Gilt, rimarcando l’importanza dello Stato nel sostegno ai finanziamenti. In questo modo, si può instaurare una situazione in cui “da una parte la BoE sta cercando di raffreddare l’economia con gli aumenti dei tassi, dall’altra vi è il Tesoro che cerca di proteggerla dalla recessione”, ha affermato.

Secondo Mike Riddel, gestore di portafoglio presso Allianz Global Investors, “il quadro più ampio è che questa potrebbe essere la prima Banca Centrale dei mercati sviluppati che sta ruotando, dove quella che è una misura temporanea potrebbe diventare a lungo termine”.

Invece, Simon Bentley, responsabile delle soluzioni di investimento per Columbia Threadneedle, punta il dito contro il Governo britannico, reo di aver attuato un piano di riduzione delle tasse che ha portato a questa misura a carattere di urgenza della Banca d’Inghilterra. “Sembrerebbe che il Governo non fosse a conoscenza o non abbia fatto abbastanza ricerche per capire l’impatto sui fondi pensione e sui membri delle pensioni nel Regno Unito, con questi sviluppi che potrebbero avere un impatto su persone”, ha dichiarato.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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