Borse oggi 3 marzo
Ancora un’apertura negativa per le Borsa europee che ampliano le perdite dopo la seduta di ieri. Male anche i future dei tre principali indici americani, in discesa di circa un punto percentuale anche se ieri Wall Street ha limitato le perdite con chiusure frazionali, il Nasdaq ha addirittura chiuso in terreno positivo. Le nuove azioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele in Iran hanno spinto gli investitori verso beni rifugio, con i mercati che valutano l’impatto dell’interruzione delle rotte nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita oltre il 20% delle spedizioni globali di petrolio e gas. Ieri, anche il ministro della Difesa Crosetto ha sottolineato l’impatto della guerra in termini economici, evidenziando l’inevitabile impennata dei prezzi delle due fonti di energia.
Molto negativa anche la seduta di questa mattina in Asia. Se l’Hang Seng di Hong Kong ha perso più di un punto, il Nikkei di Tokyo è scivolata di oltre Tokyo tre punti percentuali. È andata ancora peggio al Kospi di Seul che ha addirittura ceduto più sette punti percentuali. Guardando invece allo Spread Btp-Bund apre in rialzo a 65 punti base. Sul mercato valutario l’euro scivola a 1,16 dollari. Volano ancora le quotazioni del petrolio, con il Brent a 79,55 dollari al barile e il Brent a 72,53 dollari al barile. Infine, l’oro continua a trovarsi in area 5.300 dollari l’oncia.
Borse oggi 3 marzo: i dati macro
L’attenzione degli investitori resta poi concentrata su alcuni dati macro. Aprirà le danze a metà mattinata il dato sull’inflazione preliminare a febbraio dell’Eurozona e dell’Italia (dato atteso alle 11), poi nel primo pomeriggio sarà invece la volta (alle 14.55) dell’indice settimanale Redbook.
I titoli da osservare a Piazza Affari
A Piazza Affari sono diversi i titoli da tenere sott’occhio nella giornata di oggi. Tra questi spicca per esempio Stellantis. A febbraio infatti il gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni in Italia del 27,2% su anno. Occhio anche a Lottomatica. La società ha comunicato i risultati finanziari del 2025 e ha fornito la guidance per il 2026, evidenziando anche l’avvio di un nuovo piano di buyback della durata di 18 mesi. Infine, da monitorare Leonardo visto che Citi ha alzato il target price da 48,40 a 60 euro, ed Eni, visto il continuo rialzo delle quotazioni del petrolio.









