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Classe energetica A: che differenza c’è tra A1, A2, A3 e A4

Vivint Solar su Unsplash: https://unsplash.com/it/foto/_XxvXRdacDo

Il rapporto annuale 2022 sulla certificazione energetica degli immobili, redatto da ENEA (Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica) e CTI (Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente) sui dati ISTAT, rivela che in Italia le case in classe energetica A sono poco più di 600.000 su un totale di 12,5 milioni di edifici e 35,2 milioni di alloggi. Nello specifico, si contano 225.671 abitazioni in classe A1 (1,8% del totale), 176.377 in A2 (1,4%), 138.103 in A3 e 137.814 in A4 (1,1%). Numeri risicati se paragonati ai 4,5 milioni di case in classe G, pari al 35,7% del totale.

 

Classe energetica A: cosa significa?

Nell’attestato di prestazione energetica (APE) di un edificio, ovvero la certificazione che riporta tutte le informazioni dettagliate su come è stata costruita la casa e la qualità dei materiali, quali sono le sue prestazioni energetiche e il suo impatto sull’ambiente in termini di consumi, la classe energetica A è quella più performante: significa un’abitazione a basso impatto ambientale. Immobili in questa classe, solitamente di costruzione recente, hanno prestazioni di rilievo e di conseguenza un maggiore valore sul mercato.

A differenza di tutti gli altri indicatori, la A si divide in quattro sottocategorie: A1, A2, A3 e A4. Il punteggio assegnato, in una scala da 1 a 10, va da 7 per A1 a 10 per A4, il massimo previsto. Ma con l’approvazione arrivata dal Parlamento europeo della Direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive) che porterà ad avere soltanto edifici a impatto zero entro il 2050, che cosa significa una particolare classe A e quindi quali sono le differenze tra A1, A2, A3 e A4?

 

Classe energetica A: le differenze tra A1, A2, A3 e A4

In linea di massima, le abitazioni in tutte e quattro le classi hanno livelli elevatissimi di prestazioni sotto il profilo dell’isolamento termico e dei consumi d’energia. L’EPgl,nren (l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, chiamato anche IPE), ossia l’indice che quantifica la prestazione energetica dell’immobile, oscilla tra l’1 e lo 0,40: significa il top dell’efficienza energetica.

Il consumo di energia è sotto i 30 kWh/mq all’anno per tutte e quattro le classi, ma in particolare le differenze sono le seguenti:

  • A1: il consumo massimo è inferiore o uguale a 1,00 EP, il minimo è inferiore o uguale a 0,80 EP;
  • A2: il consumo massimo è inferiore o uguale a 0,80 EP, il minimo è inferiore o uguale a 0,60 EP;
  • A3: il consumo massimo è inferiore o uguale a 0,60 EP, il minimo è inferiore o uguale a 0,40 EP;
  • A4: il consumo massimo è inferiore o uguale a 0,40 EP, il minimo non è specificato.

 

Da A4 (il massimo assoluto, riservato spesso agli immobili in bioedilizia) ad A1, gli edifici in queste classi sono innanzitutto dotati di cappotti termici esterni, coibentazione dei muri perimetrali, vetri doppi o tripli che garantiscono un ottimo isolamento ed evitano le dispersioni termiche di calore o di fresco. Ancora: la costruzione della casa sfrutta al meglio la posizione delle stanze per l’esposizione all’ambiente circostante.

Non sono da meno un impianto di riscaldamento a pavimento, a pompe di calore oppure una caldaia a condensazione, abbinata a fonti rinnovabili come un impianto fotovoltaico per la corrente elettrica e un impianto a panelli solari per l’acqua calda sanitaria. L’adeguamento alle norme antisismiche è garantito nelle classi A da una struttura a telaio e da travi e pilastri in cemento armato. Nel caso della bioedilizia, il materiale che sostituisce il cemento armato sono il bio-cemento aerato che assorbe la CO2 o il calcestruzzo ricavato dal riso. Per i bio-mattoni, i materiali sono calce e canapa o gli scarti agricoli.

Le finestre sono con vetri basso-emissivi e gli infissi sono di ultima generazione, in alluminio o in PCV, quest’ultimo più performante in termini di isolamento termico e acustico e di lunga durata. Infine, alle case di classe A si accoppiano spesso elettrodomestici della stessa classe. Non solo lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga di classe A (dal consumo uguale o inferiore a 34 KWh per 100 cicli), ma anche frigoriferi e congelatori di classe A (dal consumo annuo uguale o inferiore a 100 KWh), forni di classi A+++, A++ e A+ (da un minimo di 0,47 KWh/ciclo a un massimo di 0,705 KWh/ciclo), schermi e monitor di classe A+, lampadine LED classe A con un’efficienza totale di 210 lumen per ogni watt.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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