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Classe energetica D: cos’è e che requisiti bisogna rispettare

L’Osservatorio sull’innovazione di Scenari immobiliari e Dils rivela nel suo Rapporto 2023 che in Italia esiste oltre un milione di residenze sulle quali è necessario effettuare interventi di innovazione edilizia. La riqualificazione di questo patrimonio immobiliare avrebbe un impatto economico di 22,6 miliardi di euro all’anno con potenziali ricadute sociali per ulteriori 17,1 miliardi. Se la maggior parte delle case italiane, in particolare quelle che avrebbero bisogno di una rigenerazione, ricadono nelle classi energetiche G, F ed E, va meglio con quelle in classe energetica D. Ma cosa si intende con questa categoria e quali requisiti bisogna rispettare per rientrarci?

 

Classe energetica D, casa a norma Ue: i requisiti

La direttiva europea Case Green, approvata dal Parlamento per migliorare le performance energetiche degli edifici, prevede che tutte le abitazioni esistenti dovranno raggiungere la classe energetica D entro il 2033. Un edificio che rientra in questa classe arriva quindi alla soglia della sufficienza in termini di flusso di energia necessaria per alimentarlo. Il consumo oscilla tra i 71 e i 90 kWh/mq all’anno; l’EPgl,nren (l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, chiamato anche IPE) è compreso tra 1,50 e 2,00 EP. Il fabbisogno di energia necessario è tra una volta e mezza e due volte più alto rispetto al valore base. Il suo colore di riferimento sulla prima pagina dell’APE (l’attestazione di prestazione energetica) è giallo-arancio, il suo punteggio è 4 su 10.

Di norma, una casa che rientra in classe energetica D è stata costruita abbastanza di recente, non più di 15/20 anni fa, a partire dalla fine degli anni Novanta. In molti casi è già stata sottoposta a interventi (anche parziali) di riqualificazione. Non è certo delle peggiori, ma è ancora lontana dai consumi di una classe A. Spesso e volentieri in questi edifici sono già avvenuti il cambio di infissi e caldaia, i muri perimetrali sono spessi, la coibentazione del tetto è buona. La dispersione di calore è minima e quindi i consumi sono più bassi rispetto alle tre classi precedenti.

 

Come migliorare una casa in classe energetica D

Leggendo attentamente l’APE in ogni sua parte e prestando attenzione ai dettagli, si capisce dove intervenire per riuscire a scalare di classe e passare dalla D alla C o alla B, ottenendo una casa ancora più performante. Il primo passo è sicuramente incrementare la coibentazione dei cassonetti e sostituire gli infissi con quelli di ultima generazione che riducono ulteriormente le dispersioni di calore in inverno e combattono il surriscaldamento in estate. Interventi addizionali possono essere l’aggiornamento dell’impianto di riscaldamento magari con uno a pavimento, l’installazione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici, l’isolamento completo della copertura e il miglioramento dei ponti termici.

Il salto di classe può portare ad un risparmio sulle bollette e sui costi di gestione fino al 25%. Naturalmente la diagnosi energetica e i lavori per la riqualificazione parziale (cioè soltanto di alcuni componenti) o globale (dell’intero edificio) hanno dei costi e richiedono un budget entro il quale muoversi. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che è possibile usufruire degli incentivi fiscali legati al risparmio energetico e dei bonus per una ristrutturazione agevolata: ad oggi, con le varie facilitazioni verdi, si può arrivare a detrarre il 65% fino ad un massimo di spesa pari a 100.000 euro.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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