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Petrolio ai massimi del 2023, tagli offerta portano prezzi a 90 dollari

Petrolio: prezzi a 90 dollari per la prima volta nel 2023, ancora tagli all'offerta

I prezzi del petrolio Brent sono schizzati fin sopra i 90 dollari al barile per la prima volta nel 2023. Il mercato ha acquistato a mani basse i future del greggio sull’annuncio di Arabia Saudita e Russia dell’estensione dei tagli volontari alla produzione e all’esportazione fino alla fine del 2023.

Le due superpotenze dell’OPEC+ avevano già deciso la sforbiciata all’output nei mesi scorsi a partire dal mese di luglio ma la scelta aveva carattere di temporaneità. Ora hanno optato per dare una connotazione più strutturale alla scelta dopo aver già esteso il taglio fino alla fine di settembre. L’Arabia Saudita quindi manterrà la sua riduzione di 1 milione di barili al giorno fino alla fine di dicembre, mentre la Russia ha riferito che lascerà in vigore il taglio dell’export di 300 mila barili giornalieri per lo stesso periodo.

 

La reazione USA alle mosse di Riad

La mossa dell’Arabia Saudita rischia di creare tensioni a livello internazionale. I media statali di Riad hanno detto che questa decisione sarà rivista ogni mese e che la produzione potrebbe essere ritoccata al rialzo o al ribasso. L’ultima scelta però non è affatto piaciuta agli Stati Uniti,  accusano i sauditi di fare il gioco della Russia, essendo arrivati a produrre il 25% in meno della capacità massima di petrolio pari a 12 milioni di barili giornalieri.

Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha affermato che il presidente Joe Biden è intenzionato a fare tutto il possibile per ottenere prezzi più bassi per i consumatori. L’amministrazione Biden teme anche che l’atteggiamento della Russia sia finalizzato a influenzare le elezioni politiche americane che si terranno nel 2024, anche in considerazione del fatto che Donald Trump avrebbe promesso di far negoziare l’Ucraina con la Russia in tema di territori per porre fine al conflitto.

 

Petrolio: dove andranno i prezzi?

Cosa aspettarsi ora dalle quotazioni del petrolio dopo le decisioni di Riad e Mosca? Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il rischio è che i prezzi continuino a dirigersi verso vette più elevate. In uno scenario rialzista, in cui l’Arabia Saudita aumenta gradualmente la produzione a 10 milioni di barili al giorno, la banca americana vede il Brent a 93 dollari a dicembre 2024. Tuttavia, data la sua stabilità di lungo periodo, “è improbabile che il greggio del Mare del Nord stazioni in maniera sostenibile al di sopra della soglia di 100 dollari al barile”.

A giudizio di Bob McNally, presidente di Rapidan Energy ed ex consigliere per l’energia della Casa Bianca “salvo una brusca recessione economica, questi tagli all’offerta porteranno profondi deficit nei bilanci petroliferi globali e dovrebbero spingere i prezzi del greggio ben oltre i 90 dollari al barile”. Adelaide Timbrell, analista di ANZ Group Holdings Ltd, ha affermato che “ulteriori vincoli sull’offerta di petrolio dovrebbero vedere i prezzi rimanere ben supportati. È probabile che il mercato veda considerevoli ribassi delle scorte a causa delle restrizioni sulla produzione”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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