Rublo ancora in rialzo, cosa sta succedendo? - Borsa e Finanza

Rublo ancora in rialzo, cosa sta succedendo?

Rublo ancora in rialzo, cosa sta succedendo?

Il rublo sta recuperando sempre più terreno nei confronti del dollaro USA. Il cambio USD/RUB oggi viaggia intorno a 84, ma nei giorni scorsi era precipitato fin sotto 83. Un livello incredibilmente distante rispetto a oltre 158 del 7 marzo. Cosa è successo nel frattempo perché gli investitori siano tornati a comprare una valuta che veniva orami considerata carta straccia? Premesso che la Russia vede peggiorare giorno dopo giorno la sua situazione economico-finanziaria con le sanzioni che si fanno sempre più aggressive, la ragione va ricercata nelle mosse politiche che le istituzioni russe stanno attuando.

Una settimana fa Vladimir Putin annunciava che la Russia avrebbe preteso il pagamento della fornitura di gas in rubli. Una cosa che è stata respinta senza indugi dal G7 e che ha fatto scattare lo stato d’allerta energetico in Germania. In una telefonata con il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, il Premier russo ha però assicurato che l’Occidente per il momento potrà continuare a pagare in euro e dollari. In questo lasso di tempo tuttavia il rublo ha ritrovato spinta ed ha iniziato la risalita.

Rublo: come è in corso una nuova Bretton Woods

C’è però un’altra situazione che potrebbe dare linfa vitale alla valuta russa. La Russia sta cercando di agganciare il rublo alle riserve auree, un po’ come accadeva con gli accordi di Bretton Woods, prima che nel dicembre del 1971 lo Smithsonian Agreement ne decretasse la fine. Quando furono firmati tali accordi nel 1944 si stabilì un cambio fisso delle valute rispetto al dollaro USA, che a sua volta era l’unica moneta convertibile con l’oro, con un valore di 35 dollari l’oncia. Ora la Russia sta pensando di creare uno standard fisso rublo-oro.

Come si arriva a questo? La Banca di Russia starebbe rilevando a prezzo fisso fino a giugno le riserve di oro che sono presenti in tutti gli istituti del Paese, pagando il metallo giallo 5.000 rubli al grammo. In questo modo l’istituto centrale aumenta la quantità di riserve che si va ad aggiungere ai circa 140 miliardi di dollari detenuti. Le riserve di oro sono presenti fisicamente in Russia e quindi non possono essere assoggettate alle sanzioni dall’Occidente. In aggiunta a questo, dal 1° marzo i russi non pagheranno più l’IVA al 20% per l’acquisto del metallo prezioso.

Tutto ciò ovviamente porta il Paese a sganciarsi sempre più dal dollaro USA, il che tenderebbe a favorire la valuta domestica. Nel Parlamento russo si sta inoltre discutendo di sfruttare il punto di forza della Nazione relativo alla ricchezza delle materie prime, facendole pagare in rubli. Una soluzione questa che non verrà mai accettata da parte dell’Occidente, come del resto è stato già dimostrato per il gas naturale. Ma la cosa potrebbe contribuire a dare ancora più lustra alla valuta di Putin.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Post correlati

IPO: FCA propone nuove regole per attrarre fintech e startup

Nvidia: delude l’outlook dei prossimi mesi. Nuovi target al ribasso?

Apple: la produzione di iPhone verrà ridotta quest’anno

Terra: avviato un nuovo piano per rilanciare la cripto Luna

Cina: per il Governo obiettivo crescita a forte rischio