Titoli di Stato europei: rendimenti alle stelle, cosa sta succedendo?

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Sui titoli di Stato europei si sono scatenate le vendite negli ultimi giorni, con i rendimenti saliti a livelli che non si vedevano da tempo. Il mercato obbligazionario è stato particolarmente influenzato dalle obbligazioni tedesche, il cui rendimento a 10 anni è arrivato fino al 2,93% in apertura di contrattazioni, prima di ritracciare su un più modesto 2,45%. Il picco di oggi ha segnato il massimo da ottobre 2023 e segue all’aumento di 30 punti base di ieri, il più grande dai mesi successivi al crollo del Muro di Berlino del novembre 1989. Pioggia di vendite anche su Btp italiani, Oat francesi e Bonos spagnoli, i cui rendimenti per la stessa scadenza hanno raggiunto oggi un massimo rispettivamente del 3,97%, 3,63% e 3,57%.

 

Titoli di Stato europei: cosa spiega le vendite

I trader del mercato obbligazionario non hanno accolto bene i giganteschi piani di spesa dell’Unione europea sul riarmo e  della Germania su difesa e infrastrutture. Nei giorni scorsi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il piano ReArm Europe che comporta un’aggiunta di 650 miliardi di euro a debito ai 150 miliardi base per le spese militari. Tutto ciò senza che ci siano i consueti obblighi di rispetto dei limiti fiscali per le nazioni dell’Ue.

Inoltre, la Germania sta valutando di modificare la sua Costituzione per permettere investimenti fino a 1.000 miliardi di euro. Occorre ricordare che nella principale economia europea è previsto costituzionalmente un limite di indebitamento. Affinché questo venga rimosso, è necessaria la votazione in parlamento di una maggioranza qualificata del 66,67%. Cosa tutt’altro che scontata, con oltre il 20% dei seggi occupati dal partito di estrema destra AfD dopo le ultime elezioni. Qualora Berlino riuscisse nell’impresa si tratterebbe di un fatto epocale in quanto scardinerebbe il suo tradizionale conservatorismo fiscale.

Se queste enormi spese potrebbero servire da un lato per rilanciare la crescita, dall’altro rischiano di rimettere in circolo l’inflazione e allargare il debito. Di conseguenza è aumentata l’avversione al rischio da parte degli investitori, che hanno intensificato le vendite dei titoli di Stato europei.

 

Quali prospettive?

Cosa succederà in futuro dipende anche dalle dinamiche sui tassi di interesse della Banca centrale europea. Oggi l’Eurotower ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto, continuando il ciclo di allentamento iniziato a giugno 2024. I nuovi scenari che si prospettano dopo le iniziative dell’Unione europea mettono dubbi su quale sarà il numero dei tagli futuri. In altri termini, la BCE potrebbe tornare a essere restrittiva nella sua politica monetaria se l’inflazione rialzerà la testa e l’economia tornerà a crescere.

“Per quanto brutale sia stata la vendita di obbligazioni tedesche, i mercati non hanno finito con il tema dei rendimenti più elevati, soprattutto con l’idea che si riverbera nelle economie globali”, ha affermato Ven Ram, strategist cross-asset di Bloomberg Intelligence. A giudizio di Evelyne Gomez-Liechti, stratega di Mizuho International Plc, “i mercati stanno ancora cercando di capire quale sia il nuovo equilibrio”. Ad ogni modo, “i rendimenti tedeschi a 10 anni incontreranno una resistenza al 3%”, ha aggiunto. Theophile Legrand, strategist di Natixis, osserva come i piani tedeschi rappresentino “una rottura senza precedenti con le priorità fiscali della Germania”. La conseguenza è che “l’aumento previsto dell’offerta potrebbe portare a un premio a termine più elevato”.

Immagine di Redazione

Redazione

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