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Classe energetica: quanti immobili dovranno esser riqualificati con nuova norma UE

Un condominio in classe energetica G, uno degli immobili che dovranno esser riqualificati con nuova norma UE

Il Parlamento europeo ha approvato (non senza polemiche) la cosiddetta Direttiva case green, il pacchetto normativo che ha l’obiettivo di ridurre i consumi energetici e le emissioni nel settore edilizio e aumentare il tasso di ristrutturazioni per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La proposta di legge coinvolge tutti i nuovi edifici pubblici che dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2026, mentre per quelli privati la soglia si innalza al 2028. Ma a far discutere è la norma che riguarda le abitazioni esistenti e il numero di immobili che dovranno esser riqualificati con la nuova norma UE.

 

Classe energetica: quanti immobili dovranno esser riqualificati con nuova norma UE?

In Europa, secondo le stime della Commissione, il parco immobiliare pubblico e privato è responsabile del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di gas serra. In attesa dei negoziati tra Consiglio e Commissione per arrivare al testo definitivo, la revisione della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD), parte del pacchetto di misure Fit for 55, introduce già da subito novità significative per i proprietari di abitazioni.

Il testo approvato prevede che gli edifici residenziali dovranno raggiungere, come minimo, la classe energetica E entro il 2030 e la classe energetica D entro il 2033. Inoltre, per fare in modo che ogni nazione possa adeguarsi partendo dalle caratteristiche peculiari del proprio parco immobiliare, la classe energetica G dovrà corrispondere al 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro dell’Unione. In pratica, sono spostati nella G il 15% degli edifici che hanno le performance peggiori su scala nazionale.

La missione europea è chiara: intervenire subito sul 15% degli immobili più energivori. Ma quanti sono in Italia le abitazioni in classe G? Su un totale di 12,5 milioni di edifici residenziali, sono circa 4,4 milioni. Gli edifici in classe F, il livello peggiore insieme alla G, sono 3,15 milioni. Secondo i dati ENEA e CTI elaborati nel rapporto annuale 2022 sulla certificazione energetica degli edifici, complessivamente gli immobili non in regola con la Direttiva comunitaria diventano 7,6 milioni: in pratica, dovrebbero essere ristrutturate due case su tre.

Alla classe G appartiene il 35,7% degli edifici residenziali italiani, che insieme alle altre due categorie più energivore (E e F) raggiunge il 77% dell’intero patrimonio immobiliare nazionale. Se si aggiunge il 10,2% della classe D, si arriva all’87,2% totale. Ad oggi, nelle quattro classi A, si contano poco più di 600.000 case: 225.671 abitazioni in classe A1 (1,8%), 176.377 in A2 (1,4%), 138.103 in A3 e 137.814 in A4 (1,1%).

 

I costi delle ristrutturazioni e le deroghe

Sempre secondo i calcoli dell’ENEA, bisognerà spendere 30.000 euro per ristrutturare una singola abitazione all’interno di un condominio con una ventina di appartamenti. Questa cifra permetterà di salire di almeno tre livelli. L’esborso medio previsto è di 2.000 euro al metro quadro per una ristrutturazione integrale e di 1.000 euro al metro quadro per un adeguamento parziale.

Naturalmente occorre tenere in considerazione le deroghe previste dalla Direttiva case green. I monumenti sono esclusi dalla nuova normativa, mentre i singoli Paesi membri dell’Unione nel loro piano nazionale di ristrutturazione possono decidere in autonomia su edifici protetti per il loro valore storico e architettonico, edifici tecnici, stabili utilizzati temporaneamente, chiese e luoghi di culto. Rientrano in questa esenzione pure gli edifici dell’edilizia sociale pubblica “in cui le ristrutturazioni comporterebbero aumenti degli affitti non compensati da maggiori risparmi sulle bollette energetiche”.

 

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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