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Obbligazioni: quali scegliere in 3 diversi scenari

Quattro semafori indicano diversi coloro, dal rosso al verde

Il reddito fisso è una delle asset class dominanti del 2023. Una felice riscoperta per chi rimpiange i Bot, ma anche per gli investitori meno conservativi che possono tornare a utilizzare le obbligazioni come equilibratore del portafoglio. Infatti, mentre nel 2022 il mercato del credito ha subito la risalita rapida dei tassi di interesse, ora i prezzi offrono di nuovo delle buone occasioni di ingresso e i rendimenti sono tornati a essere interessanti.

Tuttavia non ci si deve dimenticare che la fase economica in corso è di transizione: le Banche centrali sono alla fine del percorso di rialzo dei tassi di interesse, ma potrebbero ancora prolungare i rialzi se l’inflazione si rivelasse tenace; le previsioni sull’economia oscillano tra ottimismo e pessimismo, ovvero tra atterraggio morbido e atterraggio duro; la crisi delle banche regionali negli Stati Uniti e il salvataggio di Credit Suisse in Svizzera hanno generato una contrazione del credito disponibile e non sono escludibili nuove tensioni.

Ciascuno di questi fattori può evolvere in una direzione positiva o in una negativa e il portafoglio obbligazionario deve sapersi adattare. Come è un esercizio a cui si è dedicato Julien Houdain, responsabile Credit Europe di Schroders.

 

I 3 scenari per il credito

Per identificare le scelte di portafoglio più corrette Houdain ha identificato i tre scenari economici intorno ai quali oscillano gli umori degli investitori:

 

  1. Scenario Buono: è l’atterraggio morbido, nel quale la crescita economica rallenta a ritmi sostenibili senza recessioni o crisi finanziarie. L’inflazione, in questo scenario viene ricondotta sotto controllo senza ulteriori fatiche e le imprese mostrano una condizione sana;
  2. Scenario Cattivo: l’atterraggio duro prevede un calo forte dell’attività economica, con un aumento della disoccupazione, la discesa dei prezzi degli asset, tensioni nella finanza pubblica e nelle banche. L’inflazione, in questo scenario, viene domata, ma a costi alti;
  3. Scenario Brutto: in questo caso i tassi di interesse tornano ad aumentare per combattere l’inflazione e ci si potrebbe trovare in una situazione di stagflazione, ossia con bassa crescita economica e inflazione alta o persistente.

 

“Nel 2023 abbiamo assistito a una progressione da Buono, a Brutto e a Cattivo e poi di nuovo provvisoriamente a Buono. È quindi lecito supporre che nei prossimi 12 mesi assisteremo ad altre oscillazioni” spiega il responsabile Credit Europe di Schroders.

Lo scenario Buono, in particolare, ha caratterizzato l’inizio del 2023, con mercati in salita, aspettative di inflazione in calo e timori di recessione in caduta. A marzo la crisi delle banche regionali negli Stati Uniti e del Credit Suisse in Europa ha portato gli investitori nello scenario Cattivo, mentre per gran parte del 2022 si è vissuti in uno scenario Brutto. “A febbraio di quest’anno abbiamo assistito a una versione più blanda di questo scenario, quando sono emersi segnali che indicavano che l’inflazione sarebbe potuta rimanere più alta più a lungo, con la possibilità che le banche centrali dovessero inasprire ulteriormente e potenzialmente forzare una recessione” ha commentato Houdain.

 

Quali obbligazioni scegliere

Dopo aver ribadito l’importanza di una selezione attiva dei titoli su cui investire, in un contesto mutevole, Houdain identifica i due rischi principali a cui gli investitori in obbligazioni debbono fare fronte: il rischio dei tassi di interesse e l’esposizione al credito. Sulla base di questi propone le seguenti soluzioni:

 

  1. Nello scenario Buono, con tassi di interesse in calo e condizioni commerciali favorevoli, bisogna cercare opportunità per aggiungere esposizione ai tassi d’interesse con scadenze più lunghe e aggiungere esposizione al credito attraverso l’high yield;
  2. Nello scenario Cattivo, con tassi di interesse in calo ma aumento del rischio di credito, Houdain consiglia di scegliere obbligazioni con scadenze più lunghe e debito societario investment grade. “In questo scenario i tassi di insolvenza tendono ad aumentare – spiega – e quando si investe nel reddito fisso evitare le crisi è più importante che scegliere i vincitori”;
  3. Nello scenario Brutto sia il rischio tassi che il rischio di credito salgono. In questo caso la priorità è ridurre l’esposizione ai tassi di interesse scegliendo crediti a breve scadenza o a tasso variabile. “Le obbligazioni societarie high yield sono meno sensibili ai tassi d’interesse grazie ai loro spread più ampi, ma dipende da quanto si prevede che l’impatto economico dell’aumento dei tassi sia negativo. Una strada da percorrere sarebbe di rimanere vicino alla sezione “crossover” dello spettro dei rating, dove il basso investment grade incontra il più solido high yield. Se invece si prevede una stagflazione, bassa crescita economica con inflazione elevata e persistente, la strada più difensiva sarebbe quella di concentrarsi sul debito societario investment grade, dove il business ha un forte potere di determinazione dei prezzi” conclude Houdain.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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