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Bce, la reazione di mercati e analisti dopo la riunione

BCE: Lagarde avverte, niente cambio di rotta sui tassi

La Bce ha deciso, Christine Lagarde ha parlato, i mercati hanno ascoltato e hanno reagito. Come? Bene, a giudicare dal movimento registrato dal FTSE Mib a Piazza Affari e dalla discesa del rendimento sui Btp decennali nella prima ora dopo l’annuncio. L’indice delle blue chip italiane ha aggiunto un altro mezzo punto di rialzo ai guadagni incamerati nel corso della mattinata mentre lo spread tra Btp e Bund ha preso la direzione del ribasso nel corso della conferenza stampa del presidente Bce Christine Lagarde. Non accadeva dall’aprile scorso. Il rendimento dei Btp decennali ha toccato un minimo a 3,91% di rendimento per poi ritornare verso quota 4% ma solo alle 12:00 si trovava in area 4,20%.

La discesa dello spread Btp-Bund nel corso della seduta odierna
L’andamento dello spread tra Btp e Bund nella giornata di oggi – Fonte: Bloomberg

Le decisioni prese dalla Bce

La Bce ha alzato i tassi di interesse dello 0,5% portandoli a 2,5% e ha comunicato di voler ridurre il proprio bilancio di 15 miliardi al mese fino a giugno, quando verrà deciso come comportarsi nei mesi successivi. Ciò significa che i titoli detenuti da Francoforte che arriveranno a scadenza verranno solo in parte reinvestiti. Gli acquisti riguarderanno sia titoli di Stato che obbligazioni corporate, con una preferenza per i titoli “green”. Proseguirà invece come da programma il reinvestimento del programma di acquisti avviato per contrastare la pandemia, fino alla fine del prossimo anno.

Con riguardo alla prossima riunione, in calendario il 16 marzo, il Consiglio direttivo della Bce intende aumentare i tassi di interesse di altri 50 punti base“anche se non c’è un impegno irrevocabile” ha commentato la Lagarde. Non vengono esclusi altri ritocchi nelle riunioni successive, la prima delle quali il 4 maggio, come ribadito nel corso della conferenza stampa da Christine Lagarde, ma qualsiasi scelta verrà valutata alla luce dei dati economici.

Tra le parole del presidente della Bce che i mercati dimostrano di aver più apprezzato c’è il riferimento ai rischi sullo scenario inflattivo. Questi rischi sono ora “più bilanciati”, una sensibile differenza rispetto ai rischi “al rialzo” nella comunicazione della riunione di dicembre. Rivisto anche il giudizio sui rischi per la crescita economica, ora al ribasso.

 

I primi commenti degli analisti

Oggi la Bce ha fatto un “ottimo lavoro” secondo Elliot Hentov, responsabile Macro policy research di State Street GA. “Ha alzato i tassi di interesse di 50 punti base in linea con le aspettative di mercato e anche la decisione presa nel prossimo meeting potrebbe essere in linea con le attese, dato che un ulteriore rialzo di 50 punti base è stato già anticipato e prezzato di conseguenza”.

Per Mondher Bettaieb-Loriot di Vontobel la Bce farà una pausa dopo la riunione di marzo in quanto, con un altro rialzo di 50 punti base già prospettato da Christine Lagarde, le condizioni monetarie in Eurozona diventeranno restrittive.

Anche Steve Ryder, senior portfolio manager di Aviva Investors ritiene che la Bce sia vicina alla fine del rialzo dei tassi; “Dopo che la Fed e la BoE hanno entrambe accennato di essere vicine al picco nei loro cicli, l’incontro di oggi suggerisce che anche la Bce è convinta di essere vicina alla fine dell’inasprimento monetario”,

Robert Dishner, senior portfolio manager obbligazionario di Neuberger Bergman, è ancora più esplicito: “La BCE ha indicato con chiarezza un rallentamento – o un possibile stop – dei rialzi dopo marzo. Anche se Lagarde ha specificato che probabilmente ci sarà ancora del lavoro da fare dopo marzo, il mercato lo interpreta come il segnale che ormai un cambio di rotta è prossimo”. Tuttavia, il portfolio manager di Neuberger Bergman ritiene un errore l’impegno a rialzare i tassi di interesse di 50 punti base in marzo perché il mercato non lo ha interpretato come un atteggiamento di rigidità: “Difficile definirlo qualcosa di diverso da un’impostazione dovish. Inoltre i 50 punti di marzo non sono una garanzia, in quanto Lagarde li ha definiti come un’intenzione”.

 

 

 

 

 

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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